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Riyoko Ikea: Lady Oscar and fashion

Quando si parla dell'artista giapponese Riyoko Ikeda si pensa subito all'anime Lady Oscar, la sua opera più conosciuta ed importante.

Da sempre la vita di Maria Antonietta all'interno della reggia di Versailles ha affascinato un po' tutti nel corso degli anni e alla Ikeda va riconosciuto il merito di avere realizzato, più di tanti altri, un ritratto indelebile nella nostra memoria di quegli aristocratici e della loro condotta.

Royoko Ikeda | © womenincomics.fandom.com

Riyoko Ikeda nacque nel 1947 a Osaka. Sua madre discendeva da un'antica dinastia di samurai, mentre il padre era di umili origini: il loro fu un matrimonio d'amore per il quale andarono contro le proprie famiglie.

La Ikeda frequentò il liceo Hakuō di Tokyo (una delle scuole private più prestigiose del paese) e successivamente entrò nell'Università Tsukuba. Ispirata dagli ideali rivoluzionari in voga durante gli anni '60 e '70, diventò membro di una organizzazione studentesca del Partito Comunista Giapponese e venne coinvolta in un movimento anti-nucleare, che però non le valse l'appoggio della famiglia.

Per mantenersi la Ikeda decise quindi di diventare una mangaka. Nel 1972 pubblicò Lady Oscar sulla rivista Margaret dopo numerosi alterchi con la casa editrice: l'editore non era infatti persuaso che un argomento di questo tipo potesse interessare delle bambine. L'opera fu un enorme successo che negli anni divenne di portata globale anche grazie all'opera teatrale del 1974 della compagnia Takarazuka Revue (andò in scena più di mille volte), il film e la serie animata.

In seguito la Ikeda continuò a pubblicare manga storici ambientati in Europa.

Nel 2008 fu la prima mangaka al mondo ad essere conferita della Legione d'onore per il suo contributo alla diffusione della cultura e della storia francese.


LADY OSCAR

Il titolo originale in giapponese di quest'opera è ベルサイユのばらBerusaiyu no bara, letteralmente "Le rose di Versailles" e non Lady Oscar come nella traduzione italiana: questo titolo fu scelto per l'anime italiano a seguito del film del 1979 del regista Jacques Demy intitolato appunto Lady Oscar.

Chi siano invece le rose di Vesailles è difficile dirlo con esattezza, sono state fatte numerose ipotesi al riguardo: c'è chi sostiene che la giusta traduzione del titolo sia al singolare e che La rosa di Versailles sia Lady Oscar o la regina Maria Antonietta (vera protagonista in realtà dell'opera), altri invece dicono che le rose siano i membri dell'aristocrazia che abitavano la reggia o più semplicemente i personaggi principali: Maria Antonietta, il conte Fersen e Lady Oscar.

Versailles no bara | © mangaforever.net
Lady Oscar - film | © wikipedia.org

Per la stesura dell'opera la Ikeda si basò sulla biografia Maria Antonietta - una vita involontariamente eroica di Stefan Zweig (1932), proponendo un ritratto della Francia della seconda metà del '700 fino alla Rivoluzione (l'anime termina con la morte di Oscar, mentre il manga prosegue fino al Terrore, introducendo la figura di Bonaparte).

Il manga è incentrato principalmente su Maria Antonietta, Oscar ne è una figura di supporto sebbene con l'avanzare della trama avrà un ruolo maggiore per via del grande successo di pubblico. Il manga, inoltre, è molto più comico e fedele alla realtà storica rispetto all'anime, motivo per cui quest'ultimo venne criticato dall'autrice che non lo riconobbe come proprio - senza contare gli enormi tagli della censura italiana che hanno snaturato la stessa Oscar e oscurato argomenti ritenuti scomodi come la prostituzione e l'omosessualità.

Lady Oscar - anime | © costanzamiriano.com
Versailles | © arosadiversailles.com

L'ambiente in cui si muovono i personaggi è Versailles, la residenza reale dei Borbone situata nella cittadine di Versailles a 20 km da Parigi. Fu istituita come residenza dell'aristocrazia e dei nobili per volere di Luigi XIV per allontanarsi dalla capitale e i suoi abitanti in seguito al movimento della rivolta della Fronda parlamentare. Divenne immediatamente, anche come struttura, il simbolo del potere assoluto della monarchia francese durante l'Ancien Régime e, allo stesso tempo, una gabbia dorata per i suoi abitanti, i quali venivano costantemente controllati per paura di intrighi e insurrezioni vivendo negli agi più sfrenati ai danni del popolo dell'intera nazione, senza alcun interesse nel loro riguardi.

Lady Oscar - manga | © komixjam.it

L'opera presenta alcuni personaggi realmente esisti e altri di finzione ma utili allo scopo narrativo.

Come già detto, la regina Maria Antonietta è in realtà la vera protagonista: dalla vita serena e gioiosa in Austria fino alla sua morte, la Ikeda mette in scena il suo carattere umano di donna in una chiave moderna e di introspezione psicologia innovativa.

Maria Antonietta | © cultora.it
Maria Antonietta - anime | © pinterest.it
Maria Antonietta - Sofia Coppola | © pinterest.it
Maria Antonietta - manga | © larosadiversailles.com

Lady Oscar è la sua guardia personale. Di nobili origini, scorta la regina durante le sue uscite quotidiane al fine di proteggerla.

Cresciuta dal padre come un uomo, Oscar è il fulcro della crisi di identità di genere dell'opera ma anche simbolo della Rivoluzione stessa, in quanto incarna i valori della Repubblica ma soprattutto la presa di coscienza di un nuovo ordine. E' lei che in qualità di soggetto universale, non del tutto uomo e né del tutto donna, fa propri i dettami di libertà, fraternità ed uguaglianza che hanno portato alla fine dell'Ancien Régime. Oscar si schiera dalla parte del popolo (a cui appartiene tra l'altro André Grandier) abbondando la regina.

Per Lady Oscar la Ikeda ha detto di essersi ispirata a Pierre-Augustin Hulin: inizialmente militare delle forze armate della corona, durante la Rivoluzione sfidò i cannoni della Bastiglia.

Una seconda ispirazione possibile potrebbe anche essere Marie-Jeanne Schellinck, una donna belga che, dopo essersi travestita da soldato, si arruolò nell'esercito francese ottenendo il grado di sottotenente.

Lady Oscar | © fumettologica.it
Lady Oscar | © fumettologica.it
Pierre-Augustin Hulin | © wikipedia.it
Marie-Jeanne Schellinick | © wikipedia.it

Hans Axel von Fersen fu il conte svedese considerato l'amante della regina Maria Antonietta, nonché l'artefice della fallita fuga della famiglia reale a Varennes.

Fersen | © pinterest.it
Fersen - manga | © ma-bien-aimee.tumblr.com
Fersen - anime | © pinterest.it
Fersen - Coppola | © pinterest.it

La contessa Du Barry fu l'ultima favorita di Luigi XV. Estremamente antipatica alla regina, fu un'abilissima tessitrice di intrighi a palazzo che le valsero una posizione privilegiata sebbene non fosse di origini nobili.

Du Barry | © barnebys.it/
Du Barry - anime | © facebook.com
Du Barry - manga | © ladyoscar.forumfree.it
Du Barry - Coppola | © breaking-news.it

La duchessa di Polignac fu una delle favorite della regina, alla quale riuscì ad estorcere enormi favori e ricchezze. Ebbe moltissimi detrattori, tanto che durante l'affare della collana in Francia vennero prodotti degli opuscoli che la ritraevano come l'amante lesbica di Maria Antonietta. Ad ogni modo, fu lei a spingere la regina a spendere enormi quantità di denaro in oggetti e passatempi frivoli come il gioco d'azzardo.

Duchessa di Poligniac | © wikipedia.org
Duchessa di Poligniac - anime | © pinterest.it
Duchessa di Poligniac - manga | © web.tiscalinet.it
Duchessa di Polignac - Coppola | © pinterest.es

La figura di Rosalie è ispirata a Rosalie Lamorlière, cameriera della regina durante il suo periodo alla Concergierie in attesa del processo.

Rosalie | © wikipedia.org
Rosalie - manga | © facebook.com
Rosalie - anime | © rose-of-versailles.fandom.com

Jeanne è ispirata a Jeanne-de-Saint-Rémy-de luz de Valois, o contessa de la Motte, ricordata per l'affare della collana in cui implicò Maria Antonietta.

Jeanne | © wikipedia.org
Jeanne - manga | © jules-rov.tumblr.com
Jeanne - anime | © joe7.blogfree.net

Maximilien de Robespierre, detto "l'incorruttibile", fu il vero capo della Rivoluzione e dominatore del Terrore, tanto da ispirare numerosi dittatori come Lenin e Stalin.

Robespierre | © wikipedia.org
Robespierre - manga | © silver-whistle.tumblr.com
Robespierre - anime | © anidb.net

Louis Antoine Léon Florelle de Saint-Just fu un rivoluzionario e seguace di Robespierre, anche lui artefice e sostenitore del Terrore.

Saint-Juste | © wikipedia.org
Saint-Juste - manga - anime | © ladyoscar.forumfree.it

Andrè Grandier è invece un personaggio di finzione il cui rapporto con Oscar è stato costruito dalla Ikeda su modello dei propri genitori.

Andrè - anime | © facebook.com
Andrè - manga | © pinterest.it

LA MODA

Grazie a Maria Antonietta la Francia divenne il polo più importante d'Europa per ciò che concerne la moda. Fu infatti grazie a lei che per la prima volta vengono a delinearsi le figure dello stilista e dell'hairdresser.

Procedendo con ordine, la stessa Lady Oscar presenta diverse divise a seconda del ruolo svolto. I colori da lei indossati sono quelli presenti sull'attuale bandiera francese.

La prima divisa presentata è quella bianca: Oscar è comandante della guardia reale e si occupa della difesa personale della regina.

Lady Oscar | © http://cartonianimatianni90.blogspot.com/

La seconda divisa è quella rossa: Oscar è ora capitano della guardia di sua maestà durante il regno dei due giovani ed inesperti sovrani, mentre il malcontento del terzo stato aumenta.

Lady Oscar | © thelostanime.com

L'a terza divisa indossata da Oscar è quella blu da comandante del reggimento delle Guardie Francesi a Parigi. In realtà si tratta di un'inesattezza storica, poiché la divisa blu era in realtà del periodo napoleonico.

Lady Oscar | © mortula89.blogspot.com
Napoleonic blue uniform | © forum.termometropolitico.it

Nella serie si vede inoltre Oscar indossare l'alta uniforme per i balli a corte e, per una sola occasione solamente, Oscar veste abiti femminili.

Lady Oscar | © thelostanime.com
Lady Oscar | © nospoiler.it

Nel manga viene presentata la figura di Marie-Jeanne Rose Bertin. Modista, potrebbe essere considerata la prima stilista della storia sennonché a quel tempo esistevano ancora le corporazioni che non davano spazio all'estro del sarto - questa professione si delineò dopo la Rivoluzione, quando venne a mancare l'esclusività dell'aristocrazia nell'ottenere oggetti di lusso, poi di appannaggio anche della borghesia.

La Bertin aprì a Parigi la sua prima boutique Le Grand Mogol dove fu apprezzata dalle donne benestanti per le sue creazioni (robe à la polonaise in primis) che comprendevano panier sotto la gonna, corsetti, pizzi, ombrellini e ventagli. Solo due anni dopo Maria Antonietta la scelse come modista personale, incontrandola due volte a settimana: realizzò tutti i suoi abiti fino al 1792.

Divenne così in vista da essere chiamata dai detrattori "ministro della moda": le sue opere furono indossate dalle donne dell'aristocrazia ed esportate nelle grandi città europee come Londra, Vienna e San Pietroburgo. Fu grazie a lei che Parigi divenne il centro della moda europea.

Rose Bertin | © agnautacouture.com
Rose Bertin dress | © pinterest.es
Robe à la polaise | © blogspot.com

Robe à la polaise | © domina-trix.livejournal.com

Una riproduzione molto fedele degli abiti della Bertin sono stati realizzati dalla costumista Milena Canonero per il film di Sofia Coppola Marie Antoniette (2006), che le è valso un Premio Oscar nel 2007 per Migliori costumi.

Il film mostra anche un altro personaggio in vista a corte, Léonard Autié, considerato il primo hairdresser della storia: grande sperimentatore ed innovatore, fu il parrucchiere preferito della regina e il più richiesto delle dame della nobiltà.

Autié e la Bertin furono così importanti da ridare vita al giornale di moda Journal des Dames.

In modo particolare Autié viene ricordato la pettinatura "ques-à-co", composta da tre piume dietro la testa, e le più eccentriche e scomode come quella a "pouf". Quest'ultima, realizzata per la prima volta sulla duchessa di Chartres, veniva realizzata con una struttura metallica e di cuscinetti su cui venivano appuntate delle garze e i capelli spalmati di pomata (una miscela di grasso animale e profumo). Si aggiungeva poi all'impalcatura dell'olio ai chiodi di garofano contro pulci e zecche, nastri, gioielli, fiori, piume e ciondoli (a volte anche verdure). Il tutto veniva ultimato con della cipria.

Il "pouf" fu l'acconciatura più esagerata mostrata a corte ma anche la più derisa dal popolo. Un pouf poteva arrivare al metro di altezza ed era ingombrante e fastidioso, senza contare che causava giramenti di testa, mal di schiena e perdita dei capelli.

Il "pouf" più eccentrico fu forse quello presentato dalla regina in occasione del ballo del 1785 in onore di Jean-Francoise Laperouse tornato in patria con il veliero Belle Poule (da cui il nome dell'acconciatura), che venne riprodotto in carta pesta sulla testa di Maria Antonietta.

Léonard Autrié | © alchetron.com

Léonard Autrié - Coppola | © antoinetthologie.com
ques-à-co | © huffpost.com
ques-à-co | © pinterest.it
pouf | © judydeluca.com
pouf | © pinterest.com
pouf Belle Poule | © pinterest.it
pouf Belle Poule | © agnautacouture.com

Il film della Coppola mostra altri spunti di riflessione interessanti che avvicinano il suo lavoro a quello della Ikeda.

Entrambe le autrici hanno infatti realizzato un ritratto di Versailles estremamente moderno e attuale, dando spazio ad un'introspezione psicologica dei protagonisti di tipo moderno. Il dramma umano, così come in una tragedia greca, è la scoperta dell'io, che nel percorso dei personaggi della Coppola e della Ikeda combacia con l'adolescenza, una fase dell'essere umano che nel '700 non esisteva ma che viene inventata difatti a partire dagli anni '60 del '900 nell'era della massificazione dei consumi.

In passato il passaggio dall'infanzia all'età adulta avveniva in maniera pressoché repentina: i bambini stessi venivano educati e vestiti come piccoli adulti perché non c'era una fase di transizione vera e propria. Nella seconda metà del '900, grazie al benessere raggiunto dalla società dei consumi, i giovani diventano un nuovo mercato a cui rivolgere beni targettizzati.

Così come i giovani della nostra epoca vogliono divertirsi ed essere alla moda senza curarsi delle questioni importanti, allo stesso modo i giovani a Versailles si disinteressano completamente di ciò che subisce il popolo di Francia.

Questa è una lettura in chiave moderna della vita e dell'atteggiamento della Maria Antonietta delle due autrici che, nella realtà, altro non era che uno stile di vita egoista ma anche inconsapevole.

In questo modo la regina viene ritratta come una celebrity attorniata dalle star del momento, stilisti e curatori di immagine. Questa visione pop viene sottolineata ulteriormente dalla Coppola attraverso un uso sapiente di musica classica e moderna: vengono scelti stili come rock, post-punk e new wave e band come The Strokes, The Cure, Siouxie & The Banshees e i Bow Wow Wow, un gruppo degli anni '80 fondato da Malcom McLaren per promuovere la linea moda di Vivienne Westwood (artista particolarmente apprezzata anche dalla mangaka Ai Yazawa).

Il fascino del '700, la moda e la musica hanno suscitato un enorme interesse in tutto il mondo nel corso degli anni. In Giappone, a questo proposito, va menzionato il gruppo Versailles fondato nel 2007: band visual kei della corrente yōshikibi in cui il rock melodico è influenzato dalla musica classica e l'estetica è di tipo neoclassica e medievale europea.

Versailles | © japan-zone.com
Versailles | © japanforum.com

Per la FW 2020 Jeremy Scott ha portato sulla passerella di Moschino una collezione sfacciatamente ispirata all'opera della Ikeda. Una collezione che in realtà non è stata accolta favorevolmente dai fan dell'autrice ma che anzi ha fatto storcere il naso alla stessa Ikeda Riyoko Production che definito l'ha definita "rozza". La stessa casa di produzione avrebbe inoltre dichiarato di non essere stata avvertita prima del debutto della sfilata.

Moschino FW 2020 | © fumettologica.it
Moschino FW 2020 | © vogue.it
Moschino FW 2020 | © vogue.it
Moschino FW 2020 | © vogue.it

When we talk about the Japanese artist Riyoko Ikeda, we immediately think of the anime Lady Oscar, his best known and most important work.

The life of Marie Antoinette inside the palace of Versailles has always fascinated everyone over the years and Ikeda deserves credit for having created, more than many others, an indelible portrait in our memory of those aristocrats and of their conduct.


Riyoko Ikeda was born in 1947 in Osaka. Her mother was descended from an ancient samurai dynasty, while her father was of humble origins: theirs was a marriage of love for which they went against their families.

Ikeda attended Hakuō High School in Tokyo (one of the most prestigious private schools in the country) and later entered TsukubaUniversity. Inspired by the revolutionary ideals in vogue during the 1960s and 1970s, she became a member of a student organization of the Japanese Communist Party and became involved in an anti-nuclear movement, which however did not win her family support.

To support herself, Ikeda therefore decided to become a mangaka. In 1972 she published Lady Oscar in Margaret magazine after numerous altercations with the publishing house: the publisher was not in fact persuaded that a topic of this type would be of interest to girls. The opera was a huge success that over the years became global in scope also thanks to the 1974 play by the company Takarazuka Revue (staged more than a thousand times), the film and the animated series.

Later Ikeda continued to publish historical manga set in Europe.

In 2008 she was the first mangaka in the world to be awarded the Legion of Honor for her contribution to the spread of French culture and history.


LADY OSCAR

The original title in Japanese of this work is ベ ル サ イ ユ の ば ら Berusaiyu no bara, literally "The Roses of Versailles" and not Lady Oscar as in the Italian translation: this title was chosen for the Italian anime following the director's 1979 film Jacques Demy entitled Lady Oscar.

Who instead the roses of Vesailles are it is difficult to say exactly, numerous hypotheses have been made about it: there are those who argue that the right translation of the title is in the singular and that The Rose of Versailles is Lady Oscar or Queen Marie Antoinette (real protagonist of the opera), while others say that the roses are the members of the aristocracy who lived in the palace or more simply the main characters: Marie Antoinette, Count Fersen and Lady Oscar.


For the writing of the work, Ikeda was based on the biography Marie Antoinette - an involuntarily heroic life by Stefan Zweig (1932), proposing a portrait of France from the second half of the 18th century up to the Revolution (the anime ends with his death Oscar, while the manga continues up to Terror, introducing the figure of Bonaparte).

The manga is mainly focused on Marie Antoinette, Oscar is a support figure although as the plot progresses she will have a greater role due to the great success of the public. Furthermore, the manga is much more comic and faithful to historical reality than the anime, which is why the latter was criticized by the author who did not recognize it as her own - not to mention the huge cuts of the Italian censorship that have distorted the same Oscar and obscured topics deemed uncomfortable such as prostitution and homosexuality.


The place in which the characters move is Versailles, the royal residence of the Bourbons located in the town of Versailles, 20 km from Paris. It was established as a residence of the aristocracy and nobles at the behest of Louis XIV to move away from the capital and its inhabitants following the movement of the parliamentary Fronda revolt. It immediately became, also as a structure, the symbol of the absolute power of the French monarchy during the Ancien Régime and, at the same time, a golden cage for its inhabitants, who were constantly monitored for fear of intrigues and insurrections while living in the most unbridled comforts, to the detriment of the people of the whole nation, with no interest in them.


The masterpiece presents some characters that really exist and others fictional but useful for the narrative purpose.

As already mentioned, Queen Marie Antoinette is actually the real protagonist: from the serene and joyful life in Austria until her death, Ikeda stages her human character as a woman in a modern key and innovative psychological introspection.


Lady Oscar is her personal guard. Of noble origin, she escorts the queen during her daily outings in order to protect her.

Raised by her father as a man, Oscar is the fulcrum of the gender identity crisis of the work but also a symbol of the Revolution itself, as she embodies the values ​​of the Republic but above all the awareness of a new order. It is she who, as a universal subject, not wholly man or wholly woman, adopts the dictates of freedom, fraternity and equality that led to the end of the Ancien Régime. Oscar takes the side of the people (to which André Grandier belongs among other things) abounding the queen.

For Lady Oscar, Ikeda said she was inspired by Pierre-Augustin Hulin: initially a soldier of the crown armed forces, during the Revolution she challenged the cannons of the Bastille.

A second possible inspiration could also be Marie-Jeanne Schellinck, a Belgian woman who, after disguising herself as a soldier, enlisted in the French army and obtained the rank of second lieutenant.


Hans Axel von Fersen was the Swedish count considered the lover of Queen Marie Antoinette, as well as the architect of the failed escape of the royal family to Varennes.


Countess Du Barry was Louis XV's last favorite. She was extremely disliked by the queen, she was a very skilled weaver of palace intrigues which earned her a privileged position even though she was not of noble origin.


The Duchess of Polignac was one of the Queen's favorites, from whom she managed to extort enormous favors and wealth. She had many detractors, so much so that during the necklace affair in France pamphlets were produced portraying her as Marie Antoinette's lesbian lover. Either way, it was she who prompted the queen to spend huge amounts of money on frivolous objects and pastimes such as gambling.


Rosalie's figure is inspired by Rosalie Lamorlière, the queen's maid during her time at the Concergierie awaiting trial.


Jeanne is inspired by Jeanne-de-Saint-Rémy-de luz de Valois, or Countess de la Motte, remembered for the necklace affair in which she implicated Marie Antoinette.


Maximilien de Robespierre, called "the incorruptible", was the true leader of the Revolution and ruler of Terror, so much so that he inspired many dictators such as Lenin and Stalin.


Louis Antoine Léon Florelle de Saint-Just was a revolutionary and follower of Robespierre, who was also an architect and supporter of the Terror.


Andrè Grandier is instead a fictional character whose relationship with Oscar was built by Ikeda on the model of her parents.



FASHION

Thanks to Marie Antoinette, France became the most important pole in Europe for what concerns fashion. In fact, it was thanks to her that for the first time the figures of the stylist and hairdresser took shape.

Proceeding in order, Lady Oscar herself presents different uniforms depending on the role played. The colors she wears are those found on the current French flag.

The first uniform presented is the white one: Oscar is commander of the royal guard and takes care of the queen's personal defense.


The second uniform is the red one: Oscar is now captain of his majesty's guard during the reign of the two young and inexperienced sovereigns, while the discontent of the third estate increases.


The third uniform worn by Oscar is the blue one as commander of the regiment of the French Guards in Paris. In reality this is a historical inaccuracy, as the blue uniform was actually from the Napoleonic period.


In the series we also see Oscar wearing a high uniform for court dances and, for one occasion only, Oscar wears women's clothes.


In the manga the figure of Marie-Jeanne Rose Bertin is presented. Milliner, she could be considered the first stylist in history except that at that time there were still corporations that did not give space to the tailor's inspiration - this profession took shape after the Revolution, when the exclusivity of the aristocracy in obtaining objects was lacking luxury, then also the prerogative of the bourgeoisie.

Bertin opened her first Le Grand Mogol boutique in Paris where she was appreciated by wealthy women for her creations (robe à la polonaise in primis) which included panier under the skirt, corsets, lace, umbrellas and fans. Only two years after her, Marie Antoinette chose her as a personal milliner, meeting her twice a week: she made all her dresses until 1792.

She became so prominent that she was called by her detractors "minister of fashion": her works were worn by women of the aristocracy and exported to major European cities such as London, Vienna and St. Petersburg. It was thanks to her that Paris became the center of European fashion.


A very faithful reproduction of Bertin's dresses were made by costume designer Milena Canonero for Sofia Coppola's film Marie Antoniette (2006), which earned her an Oscar in 2007 for Best Costume Design.

The film also shows another character in sight at court, Léonard Autié, considered the first hairdresser in history: a great experimenter and innovator, he was the queen's favorite hairdresser and the most requested of the ladies of the nobility.

Autié and Bertin were so important that they revived the fashion magazine Journal des Dames.

In particular Autié is remembered the "ques-à-co" hairstyle, composed of three feathers behind the head, and the more eccentric and uncomfortable like the "pouf" one. The latter, made for the first time on the Duchess of Chartres, was made with a metal structure and pads on which gauze and hair smeared with pomade (a mixture of animal fat and perfume) were pinned. Clove oil was then added to the scaffold against fleas and ticks, ribbons, jewels, flowers, feathers and pendants (sometimes even vegetables). Everything was finished with some face powder.

The "pouf" was the most exaggerated hairstyle shown at court but also the most derided by the people. A pouf could be up to one meter high and was bulky and annoying, not to mention that it caused dizziness, back pain and hair loss.

The most eccentric "pouf" was perhaps the one presented by the queen on the occasion of the 1785 ball in honor of Jean-Francoise Laperouse who returned home with the sailing ship Belle Poule (hence the name of the hairstyle), which was reproduced in paper mache on the head of Marie Antoinette.


Coppola's film shows other interesting insights that bring her work closer to that of Ikeda.

Both authors have in fact created an extremely modern and current portrait of Versailles, giving space to a psychological introspection of the modern characters. The human drama, as in a Greek tragedy, is the discovery of the ego, which in the path of the characters of Coppola and Ikeda matches adolescence, a phase of the human being that did not exist in the 1700s but which is invented in fact, starting from the 60s of the 1900s in the era of mass consumption.

In the past, the transition from childhood to adulthood took place almost suddenly: the children themselves were educated and dressed like little adults because there was no real transition phase. In the second half of the 1900s, thanks to the well-being achieved by the consumer society, young people became a new market to which targeted goods could be addressed.

Just as the young people of our time want to have fun and be fashionable without caring about the important issues, so the young people in Versailles are completely disinterested in what the people of France suffer.

This is a modern interpretation of the life and attitude of Marie Antoinette of the two authors who, in reality, was nothing more than a selfish but also unconscious lifestyle.

In this way the queen is portrayed as a celebrity surrounded by the stars of the moment, stylists and image curators. This pop vision is further underlined by Coppola through a skilful use of classical and modern music: styles such as rock, post-punk and new wave are chosen and bands such as The Strokes, The Cure, Siouxie & The Banshees and Bow Wow Wow, a group of the 80s founded by Malcom McLaren to promote the fashion line of Vivienne Westwood (artist particularly appreciated also by the manga artist Ai Yazawa).


The charm of the 18th century, fashion and music have aroused enormous interest all over the world over the years. In Japan, in this regard, it should be mentioned Versailles group founded in 2007: a visual kei band of the yōshikibi current in which melodic rock is influenced by classical music and the aesthetics are of a neoclassical and medieval European type.


For the FW 2020 Jeremy Scott brought a collection cheekily inspired by the work of Ikeda to the Moschino catwalk. A collection that in reality was not welcomed favorably by the fans of the author but which actually made Ikeda Riyoko Production turn up its nose, that defined it as "rough". The same production company also said that it had not been warned before the debut of the show.

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