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Ai Yazawa: fashion inspirations

Ai Yazawa è una delle mangaka più apprezzate al mondo. Con il suo tratto caratteristico e rivoluzionario ha illustrato una generazione giovane proiettata nell'incertezza del nuovo millennio.

Grazie alle ristampe delle sue opere più importanti e alla recente inclusione nel catalogo Netflix dell'anime Nana, la Yazawa continua a confermarsi come un'artista ricercata che suscita enorme interesse per i suoi contenuti attuali e la sua spiccata sensibilità per la moda, parte integrante della sua vita e della sua opera autoreferenziale.

Ai Yazawa | © darkgothiclolita.forumcommunity.net

Ai Yazawa nacque a Osaka nel 1967. Come da lei dichiarato, il suo è un nome d'arte ispirato al cantante giapponese Ekichi Yazawa.

Dimostrò una grande passione per il disegno fin da bambina, alle scuole medie partecipò ad un concorso da fumettista per la Shueisha vincendo il primo premio come esordiente. Maturò subito, al contempo, anche un interesse viscerale per la moda, arrivando a confezionare con le sue mani i suoi stessi vestiti. Si iscrisse quindi ad un istituto di moda ad Osaka, che però abbandonò quasi subito per trasferirsi a Tokyo per diventare mangaka.

Tra le sue pubblicazioni più importanti come prima uscita vi fu Gokinjo monogotari (in italiano Cortili del cuore) seguito poco dopo dallo spin-off Paradise Kiss.

Nel 2000 iniziò Nana, che nel 2002 le valse il premio Shogakukan manga award nella sezione shōjo. Nana fu però interrotto all'improvviso nel 2009: venne annunciato che l'autrice era gravemente malata e che doveva essere ricoverata per essere sottoposta a delle cure. Da allora Ai Yazawa non riprese più in mano Nana, rimanendo di fatto ad oggi un'opera incompiuta.

In un'intervista del 2016 l'autrice rassicurò i suoi fan circa la sua salute ma senza scendere in particolari: disse che faticava a tenere in mano una penna o a stare seduta senza provare dolore. Durante lo stesso anno realizzò un calendario di Nana.

Ai Yazawa | © nautiljon.com

Ripercorrendo le tappe della sua vita e contestualizzando le sue opere nell'epoca storica in cui la Yazawa operò è possibile comprendere la profonda rottura che i suoi manga hanno avuto rispetto al lavoro passato dei suoi colleghi.

Gli anni '90 in Giappone sono stati una decade difficile perché sono stati il conseguimento dello scoppio della bolla speculativa di fine anni '80. Dal 1991 in avanti il Sol Levante sperimentò il "decennio perduto", sinonimo della stagnazione economica e della conseguente crisi che ha avuto delle profonde ripercussioni a livello sociale e che è alla base delle grandi rivoluzioni di costume che raggiungeranno l'acme con l'entrata nel nuovo millennio.

Non fu dunque un caso che la crisi dell'economia e dei valori standard siano stati per la Yazawa un trait d'union con gli anni '70 inglesi, epoca in cui l'establishment cercava di contenere col pugno di ferro i moti giovanili che si sviluppavano dal basso.

Ai Yazawa ha quindi il merito di avere ritratto i giovani di quella decade con le loro idee e i loro travagli, incastrati in un limbo di regole ferree e una voglia di libertà ed evasione che solo il mondo dell'arte (inteso come musica e alta moda) parevano dare.


CORTILI DEL CUORE

Gokinjo monogatari (letteralmente "i racconti del vicinato"), in italiano "Cortili del cuore", è stata la prima opera importante di Ai Yazawa pubblicata nel 1995.

E' un manga che ha tutte le caratteristiche del romanzo di formazione, dedicato ad un pubblico femminile giovane: con ironia e tenerezza, vengono sondati i problemi della prima adolescenza e del primo amore.

La storia è incentrata su Miwako Kōda, una giovane ragazza che frequenta l'istituto di arte e design Yaza il cui sogno è di diventare una stilista di successo.

Gokinjo monogatari | © cookingwiththehamster

Già da questo primo lavoro si possono scorgere alcuni dei tratti che saranno una ricorrenza di stile per la Yazawa: il mondo della moda come percorso di costruzione sia dell'io che della propria carriera, l'auto-referenzialità alla vita dell'autrice (sia nel nome dell'istituto, sia nel fatto che la stessa Yazawa ha frequentato una scuola di moda e confezionava abiti) ma soprattutto il modo di disegnare i personaggi, allungati e magrissimi, simili ai bozzetti di moda e non alle persone nella vita reale. Da sottolineare i bellissimi dettagli anatomici di mani, occhi e bocche, decisamente innovativi nella maniera di disegnare i manga.

Gokinjo monogatari | © cookingwiththehamster

Lo stile di Tsutomu Yamaguchi che ricorda vagamente il Cyber, trend retro-futuristico in voga dalla seconda metà degli anni '90 in Giappone.

Con "cyber" in giapponese ci si riferisce a tutto ciò che è futuristico, a partire dagli oggetti (all'epoca erano infatti comparsi i primi telefoni cellulari con un design moderno, robot dal gusto vintage e computer). Nell'abbigliamento cyber si usavano materiali sintetici o che comunque apparivano artificiali (come il vinile o la pelliccia sintetica), accessori in metallo e/o plastica e si prediligevano colori pop e fosforescenti, così come anche nel make-up. Si indossavano baggy pants, top e giacche, chunky shoes alte e large, stivali con la zeppa e sneakers.

Tsutomu Yamaguchi | © ludicer.it
Tsutomu Yamaguchi | © aniblog.closetheworld.com/
Tsutomu Yamaguchi | © aminoapps.com
Tsutomu Yamaguchi | © pinterest.it
Cyber | © pinterest.it

Viene inoltre introdotto per la prima volta il riferimento allo stile punk, come dimostra il personaggio Risa Kanzaki, e quello al fashion trend lolita, rappresentato da Mai Ōta.

Mariko Nakasu, invece, rappresenta lo stile Shibukaji ("Shibuya casual" o "French casual), come dimostrano i suoi outfit raffinati di chiara ispirazione Chanel by Karl Lagerfeld. Molto in voga soprattutto nella prima metà degli anni '90, questo trend era apprezzato dalla giovane classe sociale medio-alta giapponese. Tra i massimi interpreti di questo stile nei manga spicca Sailor Moon di Naoko Takeuchi (conoscente tra l'altro della Yazawa e amante della moda quanto lei).

90s punk in Harajuku | © pinterest.it
Risa Kanzaki | © pinterest.it
Risa Kanzaki | © anime-planet.com
Mai Ōta | © pinterest.it
90s lolita | © pinterest.it
Mariko Nakasu | © twitter.com
Mariko Nakasu | © threader.app
Shibukaji - Shibuya or French Casual | © the-comm.online

PARADISE KISS

Spin-off di Gokinjo monogatari, Paradise Kiss è ambientato 20 anni dopo e con alcuni personaggi cameo dell'opera precedente. Nel 2005 la Madhouse ne ha fatto un anime e nel 2011 è uscito un film live action.

Paradise Kiss | © cookingwiththehamster

Si tratta di un manga josei (dedicato ad un pubblico di ragazze adulte), maturo e comunque con una vena ironica.

La trama ha come protagonista Yukari, una ragazza molto seria che frequenta un liceo prestigioso. Un giorno le viene chiesto di fare da modella per una sfilata dell'istituto di moda Yaza: conosce così ragazzi a lei coetanei con una vita ed obiettivi completamente diversi, tanto da sconvolgere i suoi piani per il futuro e da mettere in crisi il suo rapporto con la famiglia.

Paradise kiss | © styleskilling.com/

I temi affrontati in questo manga sono molteplici. Dalla contrapposizione del mondo standard e autoritario a quello creativo della moda, portatore di ideali e regole tutte sue, l'auto-affermazione, la passione e i sacrifici per raggiungere i propri obiettivi, la conformità sociale, le apparenze e l'identità di genere. A questo proposito è molto interessante la figura del transgender Isabella, che nella storia diventerà la principale confidente della protagonista.

Anche in Paradise Kiss la Yazawa adotta uno stile "a bozzetto" per disegnare i suoi personaggi, ma questa volta con una vena più adulta.

Yukari presenta uno stile ordinario da studentessa delle superiori che si evolverà nel corso della storia, così come la sua personalità.

Miwako presenta un abbigliamento lolita con delle note fairy kei, in netta contrapposizione con quello del suo fidanzato Arashi, di ispirazione punk e visual kei.

Sweet Lolita - Fairy Kei | © imgur.com
Miwako | © aminoapps.com
Miwako and Arashi | © rebloggy.com
Arashi | © parakiss.fandom.com
Vivienne Westwood with Destroy t-shirt | © dazeddigital.com

Isabella presenta uno stile aristocrat tipico di fine anni '90, riconducibile allo stile Lolita e di estrazione vittoriana.

L'abbigliamento di Joji, infine, è ispirato al personaggio Brian Slade del film Velvet Goldmine di Todd Haynes (1999): un richiamo importante visto che Brian Slade dovrebbe rappresentare David Bowie, uno dei massimi esponenti del Glam Rock negli anni '70. Un riferimento che ancora una volta fa comprendere quanto Ai Yazawa sia stata influenzata dai trend occidentali di rivolta del secolo scorso, dove l'identità sessuale e la rottura con il paradigma dominante sociale e politico erano in primo piano.

Isabella | © youtube.com
Isabella | © collegefashion.net
Aristocrat | © j-fashion.fandom.com
Joji | © twitter.com
Brian Slade - Velvet Goldmine | © pinterest.it
David Bowie | © pinterest.it

NANA

Nana è forse l'opera più rappresentativa del genio creativo di Ai Yazawa, un manga josei che fino ad ora non ha mai visto fine ma che è diventato leggenda anche grazie all'anime e ai due film live action usciti nel 2006.

Nana | © picclick.it

Le protagoniste sono Nana Osaki e Nana Komatsu, due ragazze con lo stesso nome che decidono di trasferirsi a Tokyo prendendo casa insieme. Nonostante i loro caratteri totalmente opposti, le due diventano migliori amiche. La narrazione segue le vicende delle loro vite e quelle dei personaggi di contorno, caratterizzati talmente bene da assurgere quasi a personaggi principali.

Nana | © jamieism.com

Si tratta del manga più adulto (sia come stile che come disegno) della Yazawa in cui viene trattato il tema del passaggio dell'adolescenza all'età adulta. Vengono affrontati problemi reali e non situazioni fantastiche o paradossali.

La trama è costellata da moltissimi temi: abbandono da parte dei genitori, morte, dipendenze (relazionali, ma anche da fumo e droghe), il nascere half (metà giapponese e metà statunitense, nel caso di Layla), bullismo, autodeterminazione, relazioni con differenza di età ma soprattutto relazioni complesse e tormentate.

In Nana vengono presentati continuamente legami sentimentali che vengono intrapresi più da sentimenti come gelosia ed invidia che non dall'amore. Tutti i personaggi sono profondamente umani caratterizzati da un grande spessore psicologico, e questo li rende incredibilmente realistici: il successo di questa serie sta soprattutto nel fatto che il lettore riesce a immedesimarsi in ciascuno di loro, empatizzando con loro.

Nami Komatsu as a ganguro | © nana.fandom.com
Nami Komatsu as a ganguro | © nana.fandom.com
Ganguro | © j-fashion.fandom.com

La trama segue due filoni principali: la musica e la moda.

La musica ha un ruolo essenziale poiché gli stessi personaggi principali sono musicisti. Vengono messi in scena concerti, prove in studio, la ricerca della fama ed il mondo dello spettacolo.

La moda è il secondo cardine stilistico di Nana anche per i parallelismi che la Yazawa compie sapientemente, primo fra tutti il caso di Ren con Sid Vicious, il bassista dei Sex Pistols. Entrambi rappresentano l'archetipo del punk inglese e del nichilismo, sono ossessivi ed accomunati dalle dipendenze, nonché da un rapporto tossico con la propria metà (nel caso di Sid la relazione con Nancy lo porterà alla morte). Ren e Nana probabilmente non si amano davvero, la loro è più un'attrazione fatale. Nana forse è più innamorata dell'idea che ha di Ren, in fondo vorrebbe semplicemente essere una persona di successo come lui.

Gli abiti non sembrano più essere una maschera, una posa come nei lavori precedenti della Yazawa, ma più lo specchio della personalità e dello stile di vita. Oltre al punk, che qui è celebrato pienamente, viene citato anche lo stile ganguro di fine ed inizio millennio.

Sex Pistols | © austinchronicle.com
Trapnest | © pinterest.it
Black Stones | © pinterest.it
Ren | © pinterest.it
Sid Vicious | © fanpop.com
Ren and Nana | © tomshw.it
Sid and Nancy | © radiomusik.it

Punk

Per meglio capire e apprezzare l'enorme lavoro stilistico e di ricerca compiuto da Ai Yazawa bisogna fare un passo indietro e ripercorrere gli studi che lei stessa a suo tempo ha fatto. E' proprio nella storia della musica e della moda che l'autrice ha preso a piene mani ispirazione per caratterizzare le storie e i personaggi così apprezzati ancora oggi.

Malcolm McLaren and Sex Pistols | © cdn.radiofreccia.it
New York Dolls | © ondarock.it

All'inizio degli anni '70 negli USA, per il loro stile di vita dissoluto, la band di punta era rappresentata dai New York Dolls (precursori glam rock) il cui manager era Malcom McLaren, marito di Vivienne Westwood. Durante gli anni successivi sulla East Coast (New York e Detroit) si sviluppò un nuovo genere che la critica musicale definì "punk" (come sinonimo di "scarsa qualità") per indicare più propriamente i "gruppi garage" e il loro pubblico.

McLaren, fervente studioso del situazionismo e dell'esistenzialismo, tornato da New York volle sperimentare in Inghilterra la creazione di una band punk applicando i principi di studio pregressi: nacquero così i Sex Pistols. Grazie all'ausilio dell'amico artista e grafico Jamie Reid che ne curò l'immagine, i Sex Pistols non furono in realtà una band nata in maniera casuale, ma un atto artistico studiato fin da principio.

Si trattò di un vero e proprio fenomeno social che, al contrario del punk statunitense, in Inghilterra sfociò nel nichilismo più estremo e nel disordine totale, cioè l'anarchia: i punk inglesi volevano rivendicare la propria provenienza dalla working class e avevano un'attitudine violenta (organizzavano risse durante i concerti a seguito del "pogo").

Nel 1977 i Sex Pistols pubblicarono God Save the Queen: McLaren organizzò una crociera sul Tamigi durante la quale la band avrebbe suonato il brano proprio davanti il palazzo del Parlamento in occasione del Giubileo della regina Elisabetta II. La barca fu intercettata e McLaren arrestato, ma questo evento diede una visibilità incredibile ai Sex Pistols.

Ma la fama del gruppo, impersonata dal batterista Sid Vicious, non durò a lungo proprio a causa della sua relazione con la groupie eroinomane Nancy Spungen. Mentre si trovavano negli States al Chelsea Hotel nel 1978, Sid trovò la ragazza morta accoltellata. Non seppe mai dare una spiegazione dell'accaduto dato che era drogato. Da lì a poco tempo Sid finì prima in coma e successivamente morì a 21 anni di overdose da eroina regalatagli dalla madre come premio per essere stato rilasciato su cauzione dopo l'arresto.

Malcom Mclaren arrested | © archive.boston.com
Sid Vicious | © historycollection.com

Vivienne Westwood

Se Malcom McLaren ha importato il punk in Inghilterra fondando la band di riferimento, Vivienne Westwood ne ha formalizzato l'estetica.

Insieme al marito nel 1971 aprì il negozio di abbigliamento Let it rock a King's Road (Londra), nome che cambierà insieme all'evoluzione artistica della stilista (ad oggi si chiama World's End). Durante il periodo del punk inglese il negozio fu ribattezzato SEX. Gli stessi Sex Pistols lo frequentavano per acquistare l'abbigliamento che, in un primo momento, si rifaceva allo stile teddy boy (trend precedente al punk e i cui vestiti vintage venivano venduti proprio nel negozio Let it rock). Nato dopo la Seconda Guerra Mondiale per mano dei sarti di Savile Row, questo stile imitava quello in voga durante l'epoca edoardiana.

Successivamente il look punk prese la connotazione estetica che conosciamo oggi, quella della violenza e della rivolta: indumenti strappati, sadomaso e fetish, con borchie, catene, pelle e svastiche, capelli rasati, spille da balia sul viso e collane con lucchetti o lamette al collo.

In occasione del Giubileo della regina Elisabetta avrebbe indossato la famosa maglietta raffigurante la regnante con le guance trafitte da spille da balia: circa dieci anni dopo, Vivienne apparirà su Vogue in un editoriale vestendo il ruolo di regina, del punk.

Let it rock | © dazeddigital.com
Teddy boys | © allthatsinteresting.com
SEX | © kidsofdada.com
Inside SEX shop | © theguardian.com
Vivienne Westwood | © pinterest.com
McLaren and Westwood | © stampaprint.net
God Save the Queen t-shirt | © provokr.com
Sex Pistols - God Save the Queen by Jamie Reid | © feelnumb.com

La carriera artistica di Vivienne Westwood è stata segnata da tappe fondamentali che aiutano a comprendere sia il suo enorme impatto sociale, sia l'influenza che ha avuto su vari artisti nel decennio successivo come Boy George, Visage e Duran Duran.

Pirate (1981) fu la prima sfilata della Westwood: dal negozio in cui vendeva abiti sadomaso per punk e prostitute la stilista entrò nel mondo dell'alta moda proponendo uno stile che ricordava i bucanieri, i dandy e i pirati. Da questa collezione ne scaturì un filone nuovo, il new romantic, che negli anni '80 ebbe la massima espressione.

Pirate collection | © mam-e.it
Boy George in Vivienne Westwood | © facebook.com
Duran Duran | © bbcamerica.com

Mini-Crini (1985) fu definita dalla stessa Westwood "cardinal change".

Il nome della collezione prendeva spunto dal mini crini, un modello di minigonna a campana di stampo vittoriano. Questa collezione era infatti uno studio sulla storia dell'Inghilterra e ne fecero parte anche le Rocking Horse shoes.

Mini-Crini collection | © facebook.com
Mini-Crini and Rocking Horse shoes | © pinterest.it
Rocking Horse shoes | © tacchiacavallo.com
Nana | © pinterest.pt

Tra il 1985 e il 1986 Vivienne Westwood partì per l'Italia per raggiungere l'amico stilista Elio Fiorucci e il World's End chiuse per circa un anno.

Durante quel periodo la Westwood si ritrovò a pensare a un tema che potesse fungere da collegamento tra passato e futuro. Ebbe così l'ispirazione svogliando delle riviste di astronomia in cui era riportato il pianeta Saturno con la descrizione dei suoi anelli. La stilista riprese il "Globo del sovrano d'Inghilterra" (creato per l'incoronazione di Carlo II nel 1661, oggi parte dei gioielli della corona) e vi aggiunse l'anello di Saturno. Dopo l'approvazione dell'amico e manager Carlo D'Amario l'orb diventò il logo della casa di moda, replicato in decine di varianti e aggiunto anche in modelli di gioielli creati successivamente, come l'armor ring.

The Sovereign’s Orb | © wikipedia.com
Vivienne Westwood's orb | © pinterest.it
Nana - Orb pin | © pinterest.it
Nana - Orb earrings and armor ring | © losbuffo.com
Armor ring | © pinterest.it
Nana | © pinterest.it

Tornata in Inghilterra, la Westwood concepì un'altra collezione fondamentale della sua carriera: Harris Tweed (FW 1987-88). Introdusse per la prima volta il corsetto, non più come indumento intimo ma indossato come top. Probabilmente il pezzo più decorativo delle sue collezioni, di chiara ispirazione settecentesca ed impreziosito con stampe di dipinti dell'epoca - primo fra tutti Francis Baucher. Sarà uno dei pezzi più ricorrenti in tutte le collezioni degli anni '90. Lo storico modello presentato durante la sfilata fu l'iconico Statue of Liberty, liberamente ispirato a quello indossato ai tempi di Maria Antonietta a Versailles.

Oltre al corsetto fu introdotta anche la celebre Love jacket, una giacca tradizionale da caccia ricucita con sopra un cuore in velluto nero con un'anima interna per dare struttura, parodia dell'establishment, ed intesa anche come progressione stilistica da Mini-Crini in virtù dell'introduzione, a completamento dell'outfit, della criniscule: gonna realizzata in sei pannelli sostenuta internamente in modo da risultare strutturata.

Fun fact: la Love jacket viene indossata in una puntata de The nanny dalla protagonista Fran Fine.

Vivienne Westwood's corset | © thelovemagazine.co.uk
Nana with VW's corset and necklace | © twitter.com
Love jacket and criniscule | © answers.yahoo.com
Nana | © twitter.com
Nana | © http://worldsendshop.co.uk/
Fran Fine with Love Jacket | © pinterest.it

L'estetica della Westwood durante gli anni '90 fu costellata dalla ripresa della storia dei reali inglesi e lo studio delle proporzioni solide degli abiti francesi del '700. Massimo fulgore di questa ricerca sono state le collezioni Anglomania (FW 1993) e Cafè society (SS 1994).

Della collezione Anglomania fecero parte le super elevated shoes che coi loro quasi 21 cm di altezza fecero cadere Naomi Campbell in passerella.

Un ultimo accessorio degno di menzione infine è la heart bag, declinata nel tempo in molteplici varianti.

Naomi Campbell during Anglomania catwalk | © pinterest.it
Kate Moss with Orb necklace during Café Society catwalk | © dazeddigital.com

L'influenza delle opere di Ai Yazawa, intrise dell'estetica della Westwood, ha suscitato un interesse enorme in patria. Nel 2014 presso LaForet ad Harajuku ha aperto Anglomania, il primo negozio di Vivienne Westwood in Giappone, meta di moltissimi appassionati.

Anglomania shop | © Cookingwiththehamster

Ai Yazawa is one of the most popular mangaka in the world. With her characteristic and revolutionary trait, she illustrated a young generation projected into the uncertainty of the new millennium.

Thanks to the reprints of her most important works and the recent inclusion in the Netflix catalog of the anime Nana, Yazawa continues to confirm herself as a sought-after artist who arouses enormous interest in her current contents and her marked sensitivity for fashion, an integral part of his life and his self-referential work.


Ai Yazawa was born in Osaka in 1967. As she stated, hers is a stage name inspired by the Japanese singer Ekichi Yazawa.

She showed a great passion for drawing since she was a child, in middle school she participated in a cartoonist contest for Shueisha, winning the first prize as a rookie. At the same time, she immediately developed a visceral interest in fashion, coming to make her own clothes by her hands. She then enrolled in a fashion institute in Osaka, which she abandoned almost immediately to move to Tokyo to become a mangaka.

Among her most important publications as her first release was Gokinjo monogotari (Cortili del cuore in Italian) followed shortly after by the spin-off Paradise Kiss.

In 2000 she started Nana, which in 2002 earned her the Shogakukan manga award in the shōjo section. Nana, however, was suddenly interrupted in 2009: it was announced that the author was seriously ill and that she had to be hospitalized for treatment. Since then Ai Yazawa never took over Nana again, remaining in fact an unfinished work to this day.

In a 2016 interview, the author reassured her fans about her health but without going into details: she said that she struggled to hold a pen or sit without pain. During the same year she made a Nana calendar.


Retracing the stages of her life and contextualizing her works in the historical era in which Yazawa worked, it is possible to understand the profound break that her manga have had compared to the past work of her colleagues.

The 1990s in Japan were a difficult decade because they were the achievement of the speculative bubble burst of the late 1980s. From 1991 onwards, the Rising Sun experienced the "lost decade", synonymous with economic stagnation and the consequent crisis that had profound repercussions on a social level and which is at the basis of the great customs revolutions that will reach their peak with the entry in the new millennium.

It was therefore no coincidence that the crisis of the economy and of standard values ​​were for Yazawa a trait d'union with the British 70s, a time when the establishment tried to contain the youth movements, developed from below, that took place with an iron fist.

Ai Yazawa therefore has the merit of having portrayed the young people of that decade with their ideas and their troubles, stuck in a limbo of strict rules and a desire for freedom and escape that only the art world (understood as music and high fashion) seemed to give.


CORTILI DEL CUORE

Gokinjo monogatari (literally "the stories of the neighborhood") was Ai Yazawa's first major work published in 1995.

It is a manga that has all the characteristics of a Bildungsroman, dedicated to a young female audience: with irony and tenderness, the problems of early adolescence and first love are probed.

The story centers on Miwako Kōda, a young girl who attends the Yaza art and design institute whose dream is to become a successful designer.


Already from this first work you can see some of the traits that will be a recurrence of style for Yazawa: the world of fashion as a path of construction both of the self and of one's career, self-referentiality to the life of the author (both in the name of the institute, both in the fact that Yazawa herself attended a fashion school and made clothes) but above all the way of drawing the characters, elongated and very thin, similar to fashion sketches and not to people in real life. To underline the beautiful anatomical details of the hands, eyes and mouths, definitely innovative in the way of drawing manga.


Tsutomu Yamaguchi's style vaguely reminiscent of Cyber, a retro-futuristic trend in vogue since the second half of the 90s in Japan.

With "cyber" in Japanese we refer to everything that is futuristic, starting with objects (at the time the first mobile phones with a modern design, robots with a vintage taste and computers appeared). In cyber clothing, synthetic materials were used or those that in any case appeared artificial (such as vinyl or synthetic fur), metal and / or plastic accessories and pop and phosphorescent colors were preferred, as well as in make-up. They wore baggy pants, tops and jackets, high and large chuky shoes, wedge boots and sneakers.


The reference to punk style is also introduced for the first time, as demonstrated by the character Risa Kanzaki, and that to the lolita fashion trend, represented by Mai Ōta.

Mariko Nakasu, on the other hand, represents the Shibukaji style ("Shibuya casual" or "French casual), as demonstrated by her refined outfits clearly inspired by Chanel by Karl Lagerfeld. Very popular especially in the first half of the 90s, this trend was appreciated from the young middle-upper Japanese social class. Among the leading interpreters of this style in manga, Sailor Moon by Naoko Takeuchi stands out (among other things she is acquainted with Yazawa and a lover of fashion as much as she).


PARADISE KISS

Spin-off of Gokinjo monogatari, Paradise Kiss is set 20 years later and with some cameo characters from the previous work. In 2005 Madhouse made an anime of it and in 2011 a live action film was released.


It is a josei manga (dedicated to an audience of adult girls), mature and with an ironic vein.

The plot features Yukari, a very serious girl who attends a prestigious high school. One day she is asked to model for a fashion show of the Yaza fashion institute: she thus meets guys of the same age with completely different lives and goals, so much so as to upset her plans for the future and to undermine her relationship with the family.


The themes addressed in this manga are many. From the contrast of the standard and authoritarian world to the creative world of fashion, the bearer of ideals and rules of its own, self-affirmation, passion and sacrifices to achieve one's goals, social conformity, appearances and gender identity. In this regard, the figure of the transgender Isabella is very interesting, who in the story will become the main confidant of the protagonist.

Also in Paradise Kiss Yazawa adopts a "sketch" style to draw her characters, but this time with a more adult vein.

Yukari features an ordinary high school student style that will evolve throughout history, as does her personality.

Miwako presents lolita clothing with some fairy kei notes, in stark contrast to that of her boyfriend Arashi, inspired by punk and visual kei.


Isabella has a typical aristocrat style of the late 90s, attributable to the lolita style and Victorian extraction.

Finally, Joji's clothing is inspired by the character Brian Slade from the film Velvet Goldmine by Todd Haynes (1999): an important recall since Brian Slade is supposed to represent David Bowie, one of the greatest exponents of Glam Rock in the 70s. A reference that once again makes us understand how much Ai Yazawa was influenced by the western trends of revolt of the last century, where sexual identity and the break with the dominant social and political paradigm were in the foreground.


NANA

Nana is perhaps the most representative work of the creative genius of Ai Yazawa, a josei manga that until now has never seen an end but which has become a legend also thanks to the anime and the two live action films released in 2006.


This is the most adult manga (both in style and design) by Yazawa in which the theme of the transition from adolescence to adulthood is treated. Real problems are faced and not fantastic or paradoxical situations.

The plot is dotted with many themes: abandonment by parents, death, addictions (relational, but also from smoking and drugs), the birth of half (half Japanese and half American, in the case of Layla), bullying, self-determination, relationships with age difference but above all complex and tormented relationships.

In Nana, sentimental bonds are continually presented which are undertaken more by feelings such as jealousy and envy than by love. All the characters are deeply human characterized by a great psychological depth, and this makes them incredibly realistic: the success of this series lies above all in the fact that the reader is able to identify with each of them, empathizing with them.


The plot follows two main strands: music and fashion.

Music plays an essential role as the main characters themselves are musicians. Concerts, studio rehearsals, the search for fame and the world of entertainment are staged.

Fashion is Nana's second stylistic cornerstone also for the parallels that Yazawa wisely makes, first of all the case of Ren with Sid Vicious, the bassist of the Sex Pistols. Both represent the archetype of English punk and nihilism, they are obsessive and united by addictions, as well as by a toxic relationship with their other half (in Sid's case the relationship with Nancy will lead to his death). Ren and Nana probably don't really love each other, theirs is more of a fatal attraction. Nana is perhaps more in love with the idea she has of Ren, she basically would like to be a successful person like him.

Her clothes no longer seem to be a mask, a pose as in Yazawa's previous works, but more a mirror of her personality and lifestyle. In addition to punk, which is fully celebrated here, the ganguro style of the end and beginning of the millennium is also mentioned.


Punk

To better understand and appreciate the enormous stylistic and research work carried out by Ai Yazawa, it is necessary to take a step back and retrace the studies that she herself did at the time. It is precisely in the history of music and fashion that the author has fully taken inspiration to characterize the stories and characters so appreciated even today.


At the beginning of the 70s in the USA, for their dissolute lifestyle, the flagship band was represented by New York Dolls (glam rock precursors) whose manager was Malcolm McLaren, husband of Vivienne Westwood. During the following years on the East Coast (New York and Detroit) a new genre developed that music critics called "punk" (as a synonym for "poor quality") to refer more properly to "garage groups" and their audiences.

McLaren, a fervent scholar of Situationism and Existentialism, returned from New York and wanted to experiment in England with the creation of a punk band by applying the previous study principles: thus Sex Pistols were born. Thanks to the help of his artist friend and graphic artist Jamie Reid who took care of the image, Sex Pistols were not actually a band born by chance, but an artistic act studied from the beginning.

It was a real social phenomenon that, unlike American punk, in England resulted in the most extreme nihilism and total disorder, that was anarchy: the English punks wanted to claim their origin from the working class and had an attitude violent (they organized fights during the concerts following the "pogo").

In 1977 the Sex Pistols released God Save the Queen: McLaren organized a cruise on the Thames during which the band would play the song right in front of the Parliament building on the occasion of the Jubilee of Queen Elizabeth II. The boat was intercepted and McLaren arrested, but this event gave incredible visibility to Sex Pistols.

But the group's fame, played by drummer Sid Vicious, didn't last long because of his relationship with heroin addict groupie Nancy Spungen. While in the States at the Chelsea Hotel in 1978, Sid found the girl stabbed dead. He never knew how to explain what had happened since he was on drugs. Not long after that Sid ended up in a coma first and later died at age 21 of a heroin overdose given to him by his mother as a reward for being released on bail after his arrest.


Vivienne Westwood

If Malcolm McLaren imported punk to England by founding the reference band, Vivienne Westwood formalized its aesthetics.

Together with her husband, in 1971 she opened the Let it rock clothing store in King's Road (London), a name that she will change along with the artistic evolution of the designer (today it is called World's End). During the period of English punk the shop was renamed SEX. Sex Pistols themselves frequented it to buy clothing that, at first, was based on the teddy boy style (trend preceding punk and whose vintage clothes were sold in the Let it rock shop). Born after the Second World War at the hands of the tailors of Savil Row, this style mimicked the one in vogue during the Edwardian era.

Subsequently the punk look took on the aesthetic connotation we know today, that of violence and revolt: torn clothing, sadomasochistic and fetish, with studs, chains, leather and swastikas, shaved hair, safety pins on the face and necklaces with padlocks or razor blades. neck.

On the occasion of the Jubilee of Queen Elizabeth she would have worn the famous T-shirt depicting the ruler with her cheeks pierced by safety pins: about ten years later, Vivienne will appear in Vogue in an editorial playing the role of queen, of punk.


Vivienne Westwood's artistic career has been marked by milestones that help to understand both her enormous social impact and the influence she had on various artists in the following decade such as Boy George, Visage and Duran Duran.

Pirate (1981) was Westwood's first show: from the shop where she sold sadomasochistic clothes for punks and prostitutes, the designer entered the world of high fashion proposing a style reminiscent of buccaneers, dandies and pirates. From this collection came a new trend, the new romantic, which in the 80s had its maximum expression.


Mini-Crini (1985) was defined by Westwood herself as "cardinal change".

The name of the collection was inspired by the mini crini, a Victorian-style bell-shaped miniskirt. This collection was in fact a study on the history of England and Rocking Horse shoes were also part of it.


Between 1985 and 1986 Vivienne Westwood left for Italy to join her stylist friend Elio Fiorucci and the World's End closed for about a year.

During that time, Westwood found herself thinking of a theme that could act as a link between the past and the future. She was inspired by browsing astronomy magazines in which the planet Saturn was reported with the description of her rings. The designer took up the "Globe of the Sovereign of England" (created for the coronation of Charles II in 1661, now part of the crown jewels) and added the ring of Saturn. After the approval of his friend and manager Carlo D'Amario, the orb became the logo of the fashion house, replicated in dozens of variations and also added to jewelry models created later, such as the armor ring.


Back in England, Westwood conceived another fundamental collection of her career: Harris Tweed (FW 1987-88). She first introduced the corset, no longer as an undergarment but worn as a top. Probably the most decorative piece of her collections, clearly inspired by the eighteenth century and embellished with prints of paintings of the time - first of all Francis Baucher. It will be one of the most recurring pieces in all the collections of the 90s. The historic model presented during the show was the iconic Statue of Liberty, freely inspired by the one worn at the time of Marie Antoinette at Versailles.

In addition to the corset, the famous Love jacket was also introduced, a traditional hunting jacket stitched up with a heart in black velvet with an internal core to give structure, parody of the establishment, and also intended as a stylistic progression by Mini-Crini in virtue of the introduction, to complete the outfit, of the criniscule: skirt made of six panels supported internally so as to be structured.

Fun fact: the Love jacket is worn in an episode of The Nanny by the protagonist Fran Fine.


Westwood's aesthetics during the 1990s were studded with the revival of the history of English royalty and the study of the solid proportions of 18th century French clothing. The greatest splendor of this research were the Anglomania (FW 1993) and Cafè society (SS 1994) collections.

The super elevated shoes were part of the Anglomania collection, which with their almost 21 cm height made Naomi Campbell fall on the catwalk.

Finally, a last accessory worthy of mention is the heart bag, declined over time in multiple variations.


The influence of Ai Yazawa's works, imbued with Westwood's aesthetic, has aroused enormous interest at home. In 2014 at LaForet in Harajuku you opened Anglomania, Vivienne Westwood's first shop in Japan, a destination for many fans.

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