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Japanese controversial movies: enjo kōsai

Prima di addentrarci in questo argomento delicato, che ha prevalentemente come protagoniste le liceali, è bene fare una breve parentesi storica.

Dall'inizio degli anni '90 fino agli anni 2000 il Giappone ha affrontato un periodo di incertezze economiche a seguito dello scoppio della bolla speculativa di fine anni '80.

In quegli anni il Sol Levante ha cercato di mantenere il primato di super potenza mondiale tentando di non perdere mai la propria identità ricevendo però, allo stesso tempo e in quantità sempre maggiori, molte influenze occidentali (in termini di informazioni e immagini), soprattutto dall'America.

Durante questo cambio generazionale le ragazze perseguivano un nuovo canone estetico prendendo spunto da riviste, film, tecnologia e musica, mischiando ciò che era proprio (come per esempio il J-Pop e l'ossessione per gli idols) con quello che è di importazione estera. La popolarità scolastica (e nella vita) era qualcosa da raggiungere a ogni costo, bisognava essere assolutamente qualcuno, pena il fallimento. L'omologazione non era più vista come una virtù per fare sempre meglio per il proprio paese, bensì una condanna: l'anonimato andava combattuto con l'abbigliamento e uno stile di vita glamour.


Facendo un ulteriore passo indietro nel tempo, negli anni '70 chi si poneva contro le regole ferree della società giapponese veniva marchiato ed isolato. Proprio nel contesto scolastico vi erano le sukeban (スケバン), bande femminili di studentesse fallite che si dedicavano a furti, prostituzione e risse (spesso usando coltelli e catene). Le sukeban sono rimaste in voga fino all'inizio degli anni '90, quando vennero totalmente soppiantate dall'enjo kōsai (援助交際). Questo termine, usato per la prima volta nel 1995, indica quel fenomeno tipico del Giappone contemporaneo che prevede la disponibilità da parte di studentesse di età compresa tra i 12 e i 20 anni ad incontrare di nascosto uomini adulti (come i salaryman, uomini d'affari) in cambio di soldi o regali. Non si trattava più di teppiste appartenenti a famiglie problematiche, bensì studentesse provenienti da famiglie perbene.

Sono stati i mass media i primi a porre l'attenzione su questa delicata problematica sociale: le ragazze non si limitavano ad accompagnare uomini adulti a far compere o al karaoke, molti di questi incontri terminano nei love hotel ed erano sempre più numerose le richieste di aborto da parte di minorenni.

Era inoltre consuetudine vendere i propri indumenti, la tuta da educazione fisica o la divisa alla marinara (fuku), le scarpe e la biancheria intima nei burusera shop (negozi dove si vende la biancheria usata delle studentesse). Questa pratica era talmente in voga che gli uomini disposti a spendere soldi per soddisfare il loro feticismo acquistando feci, saliva e urina erano un numero incalcolabile: solo nella città di Tokyo negozi del genere erano decine.

La situazione era così fuori controllo che la polizia arrivò ad arrestare per la prima volta il proprietario di un burusera shop a Tokyo nel 1994 per aver venduto biancheria intima usata di una minorenne. L'anno successivo iniziarono gli arresti anche di centinaia di ragazze che praticavano enjo kōsai e il governo varò delle leggi per limitare drasticamente l'esercizio di tali negozi, che col passare del tempo chiusero uno dopo l'altro. Ad oggi, l'unico burusera shop ufficialmente ancora in attività è Rope.


Se negli anni '80 gli incontri tra studentesse e uomini avvenivano all'interno dei club (soprattutto a Shinjuku), negli anni '90 e inizio '00 ci si trovava a Shibuya. Qui le ragazze organizzavano appuntamenti tramite computer, telefoni cellulari o telekura (テレクラ), locali dotati di centralino dove erano i clienti ad attendere la chiamata delle ragazze - per non farsi trovare dalla polizia, le ragazze chiamavano il telekura tramite un numero verde che rimbalzava la chiamata ed il relativo costo al cliente. Shibuya era ed è anche la piazza in cui sono i ragazzi a cercare le studentesse, chiedendo se sono disposte a svolgere dei "lavoretti" in cambio di soldi.

Col denaro così "guadagnato" le studentesse potevano acquistare borse e capi firmati, trascorrere del tempo con le amiche nei locali alla moda e comparire nelle riviste dedicate alle ragazze popolari nelle scuole. Erano tante infatti le testate che realizzavano reportage ed interviste sullo street-style e le ultime tendenze. Un'ossessione tale da "giustificare" questa forma di prostituzione. Ma perché si arrivava a tanto? Durante quegli anni era molto difficile che i genitori lasciassero soldi alle figlie da spendere per oggetti futili o per divertirsi. Il futuro di ognuna di loro risiedeva nel risultato scolastico, un voto negativo poteva significare il mancato accesso ad un'università prestigiosa e alla conseguente impossibilità di svolgere un lavoro ben retribuito e socialmente considerato. Perciò tante ragazze si ribellavano, alcune lo facevano trasgredendo solamente con l'abbigliamento (come le kogal e le ganguro), altre arrivando a prostituirsi.

Di tutto questo fenomeno la stampa estera si è sempre quasi totalmente disinteressata, mentre molti artisti giapponesi lo hanno messo in luce con film e manga (prima fra tutte Mihona Fujii con Gals!, del 1998). Ecco quindi una lista di film che trattano la società giapponese di quel periodo e le relative tematiche: prostituzione minorile, tecnologia, isolamento, suicidio, controllo sociale e alienazione.


Gals! | © Dynamic Italia

Before going into this delicate topic, which mainly has high school girls students as its protagonists, it is good to make a brief historical parenthesis.

From the early 1990s until the 2000s, Japan faced a period of economic uncertainty following the bursting of the speculative bubble in the late 1980s.

In those years, the Rising Sun tried to maintain the supremacy of world superpower trying to never lose its identity. At the same time, however, it received more and more Western influences (in terms of information and images), especially from USA.

During this generational change girls took inspiration from magazines, films, technology and music, mixing what was precisely their (such as J-Pop and the obsession with idols) with what was imported from abroad to create a new identity. Popularity in school (and in life) was something to be pursued at any cost, you absolutely had to be someone, otherwise you would fail. Standardization was no longer seen as a virtue to do better and better for one's country, but as a condemnation: anonymity was to be fought through clothing and glamorous lifestyle.

Taking a further step back in time, in the 70s those who stood against the strict rules of society in Japan were simply branded and isolated. Precisely in the school context, in those days there were sukeban (ス ケ バ ン), female gangs of failed students who engaged in theft, prostitution and fights (often using knives and chains).

Sukebans remained in vogue until the early 90s when they were totally supplanted by enjo kōsai (援助 交際). This term, used for the first time in 1995, indicates that phenomenon typical of contemporary Japan which envisaged the willingness of female students aged between 12 and 20 to secretly meet adult men (such as salarymen, businessmen ) in exchange for money or gifts. These were no longer hooligans from problematic families but students from good families.

Mass media were the first to focus attention on this delicate social problem: girls did not limit themselves to accompanying adult men to shop or to karaoke, many of these meetings ended in love hotels and requests for abortions from minors were increasing.

It was also customary to sell their clothes, physical education overalls or sailor uniforms (fuku), shoes and underwear in burusera shops (shops where used students' underwear was sold). This practice was so popular that men willing to spend money to satisfy their fetish by buying feces, saliva and urine were an incalculable number: in the city of Tokyo alone, dozens and dozens of such shops were counted.

The situation was so out of control that the police first arrested the owner of a burusera shop in Tokyo in 1994 for selling used underwear of a minor. The following year, the arrests of hundreds of girls who practiced enjo kōsai began and the government passed laws to drastically limit the operation of these shops, which over time they closed one after another.

To date, the only burusera shop officially still in business is Rope.


If in the 80s the meetings between students and men took place inside the clubs (especially in Shinjuku), in the 90s and early 00s we were in Shibuya. Here the girls could arrange appointments via computers, cell phones or telekura (テ レ ク ラ), rooms with switchboards where customers were waiting for the girls to call - in order not to be found by the police, the girls called the telekura via a toll-free number that bounced the call and its cost to the customer.

Shibuya was and is also the square where the boys are looking for the students, asking if they are willing to do "jobs" in exchange for money.


With the money "earned", students could buy designer bags and clothes, spend time with friends in trendy clubs and appear in magazines dedicated to popular girls in schools. In fact, there were many magazines that made reports and interviews on street-style and the latest trends. It can be said that there was a real obsession among the high school students, so much so as to "justify" this form of prostitution.

During those years it was very difficult for parents to leave their daughters money to spend on trivial objects or for fun. The future of each of them lay in the academic result, the negative grade in a subject could mean the lack of access to a prestigious university and the consequent impossibility of carrying out a well-paid and socially considered job. So many girls rebelled, some did it by transgressing only with clothing (such as kogal and ganguro), others coming to prostitution.


The foreign press has always been almost totally disinterested in all this phenomenon, while many Japanese artists have highlighted it with films and manga (first of all Mihona Fujii with Gals!, 1998).

So, here is a list of films dealing with Japanese society of that period and related themes: child prostitution, technology, isolation, suicide, social control and alienation.



A Snake of June

六月の蛇, Rokugatsu No Hebi by Shinya Tsukamoto (2002)

A Snake of June | © cinewriting.it

Il film, volutamente girato in bianco e nero virato al blu come le ortensie e l'acqua (elementi ricorrenti nella pellicola), si sviluppa durante il mese di giugno, in piena stagione delle piogge in Giappone. Rinko, la protagonista, è un'assistente psichiatrica telefonica sposata con un uomo molto più grande di lei che viene ricattata da un uomo con delle foto compromettenti. Da questo antefatto la donna troverà la forza di abbattere i propri limiti, così come il marito.


The film, deliberately shot in black and white with a blue tone like hydrangeas and water (recurring elements in the film), develops during the month of June, in the middle of the rainy season in Japan.

Rinko, the protagonist, is a telephone psychiatric assistant married to a man much older than her who is blackmailed by a man with compromising photos. From this background, the woman will find the strength to break down her limits, just like her husband.



Audition

オーディション, Ōdishon by Takashi Miike (1999)

Audition | © amazon.it

Il titolo del film si riferisce all'audizione che la protagonista Asami compie per essere ingaggiata come attrice. In realtà si tratta di un casting finto perché il regista vuole dare la possibilità all'amico Aoyama, vedovo da anni, di conoscere nuove ragazze. I due paiono intraprendere una relazione che in realtà si trasformerà in un vero e proprio incubo carico di violenza e spietatezza.

Ritenuto dalla critica sia come un capolavoro, sia come uno dei massimi esempi di efferatezza sul grande schermo (persino Marilyn Manson lo considerò troppo estremo per il suo stile), di fatto Auditon è il film che ha reso Takashi Miike un regista di fama mondiale.


The title of the film refers to the audition that the protagonist Asami performs to be hired as an actress. In reality it is a fake casting because the director wants to give his friend Aoyama, a widower, the chance to meet new girls. The two seem to embark on a relationship that will actually turn into a real nightmare full of violence and ruthlessness.

Considered by critics both as a masterpiece and as one of the greatest examples of brutality on the big screen (even Marilyn Manson considered it too extreme for his style), Auditon is in fact the film that made Takashi Miike a world-famous director.



Battle Royale

バトル・ロワイヤル, Batoru Rowaiaru by Kinji Fukasaku (2000)

Battle Royale | © http://nihonexpress.blogspot.com/

In un Giappone dove l'economia è profondamente in crisi e i giovani sono teppisti senza futuro, il governo emana il Battle Royal Act tramite il quale ogni anno viene estratta una classe scolastica da inviare su un'isola deserta al fine di disciplinarli. Nessuna regola, solo un'arma in dotazione: è una lotta alla sopravvivenza, vince il solo che resta vivo. Un film di prepotente denuncia nei confronti della società e del sistema scolastico giapponese che mette in discussione tutti i valori da sempre osannati alla base della società nipponica. Il film è ispirato all'omonimo romanzo di Koushun Takami (1999) e, al momento dell'uscita, ha generato discussioni parlamentari a causa dell'eccessiva violenza. Hunger Games, inoltre, è stato considerato da buona parte della critica (a ragione, secondo il mio parere) un plagio di Battle Royale.


In a Japan, where the economy is deeply in crisis and young people become thugs and the school does not offer any tool to give them a future, the government issues the Battle Royal Act by which each year a school class is drawn to be sent to a desert island in order to discipline them. No rules, just a weapon: it's a fight for survival, the only one who stays alive wins.

A film of arrogant denunciation of the Japanese society and school system that questions all the values that have always been praised at the base of Japanese society.

The film is inspired by the novel of the same name by Koushun Takami (1999) and, upon release, generated parliamentary discussions due to the excessive violence.

Furthermore, Hunger Games has been considered by a good part of the critics (rightly, in my opinion) a plagiarism of the Battle Royale.



Bounce Ko Gals

バウンス, ko GALS by Masato Harada (1997)

Bounce Ko Gals | © imdb.com

Bounce Ko Gals centra in pieno la questione enjo kōsai: le protagoniste partecipano infatti agli appuntamenti con uomini molto più grandi di loro, fino a quando non restano invischiate nel pericoloso giro della yakuza. Il film mostra inoltre i burusera shop e tratta il tema dell'aborto.


Bounce Ko Gals fully centers the enjo kōsai issue: the protagonists in fact participate in appointments with men much older than themselves, until they are entangled in the dangerous circle of the yakuza.

The film also shows the burusera shops and deals with the theme of abortion.



Eat the schoolgirl

Eating Schoolgirls: Osaka Telephone Club by Naoyuki Tomomatsu (1997)

Eat the schoolgirl | © nientepopcorn.it

Un vero e proprio b-movie ruotante intorno alla realtà dei telekura e della yakuza che contiene tutte le tipiche caratteristiche dello snuff: scene di stupro e violenza altamente disturbanti e situazioni splatter totalmente gratuite.

Un prodotto sicuramente non adatto ai più impressionabili che ancora, tra gli amanti del genere, fa pensare se sia un capolavoro o un enorme bluff.


A real b-movie revolving around the reality of telekura and yakuza that contains all the typical snuff features: highly disturbing rape and violence scenes and totally free splatter situations.

A product certainly not suitable for the most impressionable that still, among lovers of the genre, makes one think whether it is a masterpiece or a huge bluff.



Girl's life

ガールズライフ, Garuzu raifu by Yuki Otsuka (2009)

Girl's Life | © pics.filmaffinity.com

Rina Sakurai (sakurina) è la protagonista di questo film autobiografico. Originaria di Osaka, Sakurina è stata una modella per la rivista Ageha a partire dal 2007 e cantante J-Pop l'anno successivo. Nel film viene mostrato il suo arrivo a Tokyo e le difficoltà da lei riscontrate nel trovare un lavoro e raggiungere l'indipendenza dopo essere stata cacciata di casa e ripudiata dalla sua famiglia.

Sakurina è diventata nel tempo un modello aspirazionale per molte ragazze appassionate di moda e make-up: nonostante avesse lasciato la scuola e senza una famiglia che la supportasse, Rina è diventata testimonial per brand di successo mantenendo uno stile di vita basato sui canoni estetici delle gyaru.


Rina Sakurai (sakurina) is the protagonist of this autobiographical film. Originally from Osaka, Sakurina was a model for Ageha magazine starting in 2007 and J-Pop singer the following year.

The film shows her arrival in Tokyo and the difficulties she encountered in finding a job and achieving her independence after being thrown out of her home and disowned by her family.

Over time, Sakurina has become an aspirational model for many girls who are passionate about fashion and make-up: despite having left school and without a family to support her, Rina has become a testimonial for successful brands while maintaining a lifestyle based on the aesthetic canons of gyaru.



Kamikaze Girls

下妻物語, Shimotsuma monogatari (2004)

Kamikaze Girls | © amazon.it

Film diventato fin da subito un vero e proprio cult, Kamikaze Girls rappresenta di fatto la congiunzione estetica e sociale tra le sukeban e lo stile lolita, uno dei riferimenti estetici e sociali più in voga all'inizio degli anni 2000 in Giappone e che ha avuto un enorme successo anche in Occidente (soprattutto in America ma anche in Francia, Italia e Germania).

Tratto dalla light novel omonima di Novala Takemoto, il film descrive l'amicizia tra due ragazze decisamente agli antipodi sia come carattere che come scelta di abbigliamento. Vengono rappresentate ambientazioni rurali, molto diverse dal glamour della città e, soprattutto, viene mostrato uno dei brand di maggiore successo dell'epoca per quanto riguarda la moda lolita: Baby, The Stars Shine Bright.


A film that immediately became a real cult, Kamikaze Girls represents the aesthetic and social conjunction between the sukeban and the lolita style - one of the most popular aesthetic and social references at the beginning of the 2000s in Japan and which had a huge success also in the West (especially in America but also in France, Italy and Germany).

Based on the light novel of the same name by Novala Takemoto, the film describes the friendship between two girls who are decidedly at the antipodes both in terms of character and clothing choices.

Rural settings are represented, very different from the glamor of the city and, above all, one of the most successful brands of the time in terms of lolita fashion is shown: Baby, The Stars Shine Bright.



Love & Pop

ラブ&ポップ, Rabu & Poppu by Hideaki Anno (1998)

Love & Pop | © wikipedia.org

Love & Pop è di fatto la continuazione di Tokyo Decadence, diretto da Hideaki Anno successivamente all'enorme successo Neon Genesis Evangelion.

Ambientato a Tokyo, è a mio avviso il film che meglio rappresenta la realtà dell'enjo kōsai. Attraverso riprese spesso stranianti e confusionali, lo spettatore viene condotto in una spirale di situazioni legate alla prostituzione minorile a Shibuya nell'arco del giorno 19 luglio 1997.

Love & Pop is the continuation of Tokyo Decadence, directed by Hideaki Anno following the huge success Neon Genesis Evangelion.

Set in Tokyo, it is in my opinion the film that best represents the reality of enjo kōsai. Through often alienating and confusing footage, the viewer is led into a spiral of situations related to child prostitution in Shibuya on July 19, 1997.



My Rainy Days

天使の恋, Tenshi no Koi by Yuri Kanchiku (2009)

My Rainy Days | © imdb.com

My Rainy Days è tratto dall'omonimo cell-phone novel divenuto estremamente popolare nel 2009 (arrivando a raggiungere i 13 milioni di lettori nello stesso anno) - questo genere letterario nasce in Giappone durante gli anni '90 e consiste nella stesura di un romanzo scrivendo numerosi messaggi di testo da circa 100 parole; le principali autrici erano soprattutto giovani ragazze che trattavano temi difficili come la gravidanza, triangoli amorosi, stupro e prostituzione.

Il film in questione narra le vicende della bellissima diciassettenne Rio Ozawa, dedita alla pratica dell'enjo-kōsai.


My Rainy Days is based on the cell-phone novel of the same name which became extremely popular in 2009 (reaching 13 million readers in the same year) - this literary genre was born in Japan during the 90s and consists in the writing of a novel by writing numerous text messages of about 100 words; the main authors were mainly young girls who dealt with difficult subjects such as pregnancy, love triangles, rape and prostitution.

The film in question tells the story of the beautiful 17-year-old Rio Ozawa, dedicated to the practice of enjo-kōsai.



Nessuno lo sa

誰も知らない, Dare mo shiranai by Hirokazu Kore'eda (2004)

Nessuno lo sa | © asianfeast.org

In questo drammatico film viene messo in scena uno dei temi più ricorrenti presenti sia nei romanzi che nella filmografia giapponese: la disintegrazione della famiglia. La trama è ispirata ad un fatto realmente accaduto nel 1988, quando una madre abbandonò i suoi cinque figli in un appartamento a Tokyo. Nel film viene rappresentato l'enjo-kōsai come espediente per sopravvivere alla povertà e all'abbandono.


In this dramatic film one of the most recurring themes present in both novels and Japanese filmography is staged: the disintegration of the family.

The plot is inspired by a fact that really happened in 1988, when a mother abandoned her five children in an apartment in Tokyo.

The film portrays the enjo-kōsai as an expedient to survive poverty and abandonment.



Noriko's Dinner Table

紀子の食卓, Noriko no Shokutaku by Sion Sono (2005)

Noriko's Dinner Table | © wikipedia.org

Noriko's Dinner Table è la continuazione del film Suicide Club (2002) diretto anch'esso da Sion Sono e tratto dal romanzo Suicide Circle: The Complete Edition (2002), realizzato sempre dal regista.

Il film si sviluppa attraverso numerosi flashback per chiarire e spiegare le dinamiche di Suicide Club. Esso approfondisce le tematiche della solitudine e della famiglia.


Noriko's Dinner Table is the continuation of the film Suicide Club (2002) also directed by Sion Sono and based on the novel Suicide Circle: The Complete Edition (2002), also made by the director.

The film develops through numerous flashbacks to clarify and explain the dynamics of Suicide Club. It explores the issues of loneliness and family.



Peach Girl

ピーチガール, Pīchigāru by Kōji Shintoku (2017)

Peach Girl | © mydramalist.com

Il film è tratto dal celebre e omonimo manga di Miwa Ueda (1998). Peach Girl prende il titolo dal nome della protagonista di questa storia adolescenziale e romantica, Momo Adachi, spesso confusa a scuola per una ragazza "facile" a causa del suo aspetto eccentrico.


The film is based on the famous and homonymous manga by Miwa Ueda (1998).

Peach Girl takes its title from the name of the protagonist of this teenage and romantic story, Momo Adachi, often mistaken for an "easy" girl at school due to her eccentric appearance.



Perfect Blue

パーフェクトブルー, Pāfekuto burū by Satoshi Kon (1998)

Perfect Blue | © imdb.com

Perfect Blue è un film di animazione liberamente ispirato al romanzo omonimo di Yoshikazu Takeuchi, dal quale è stato inoltre tratto il live action Perfect Blue: yume nara samete (2002).

Mima Kirigoe, la protagonista, è una idol molto famosa in Giappone. Vuole lasciare il mondo del J-Pop per diventare un'attrice ma, proprio nella fase di cambiamento di carriera, viene continuamente contattata da uno stalker.

In un climax carico di ansia vengono toccati numerosi aspetti scomodi della società giapponese, come la fissazione per i personaggi famosi ancora estremamente giovani, i reati legati al web, lo sfruttamento dei giovani talenti (soprattutto le donne) da parte delle major e la televisione. Perfect Blue, inteso sia come film che come romanzo, è sicuramente un prodotto di altissimo livello, annoverabile tra i capolavori di questo genere.


Perfect Blue is an animated film loosely based on the novel of the same name by Yoshikazu Takeuchi, from which the live action Perfect Blue: yume nara samete (2002) was also taken.

Mima Kirigoe, the protagonist, is a very famous idol in Japan. She wants to leave the world of J-Pop to become an actress but, right in the phase of career change, she is constantly contacted by a stalker.

In an anxious climax, many uncomfortable aspects of Japanese society are touched, such as the fixation for famous people who are still extremely young, web-related crimes, the exploitation of young talents (especially women) by the majors and television.

Perfect Blue, intended both as a film and as a novel, is certainly a product of the highest level, which can be counted among the masterpieces of this genre.



Riri Chou-Chou No Subete

リリイ・シュシュのすべて, Ririi Shushu no subete, Tutto su Lily Chou-Chou, All About Lily Chou-Chou by Shunji Iwai (2001)

All about Lily Chou-Chou | © horrornews.net

Il film viene realizzato in seguito ad un esperimento sociale realizzato dal regista: il primo aprile del 2000 egli aprì il sito web Lilyholic mettendovi all'interno una BBS per registrare i messaggi lasciati dagli utenti in visita. Tra i messaggi lasciati ve n'erano alcuni di risposta ai precedenti che, in realtà, erano scritti dal regista stesso per vedere come reagivano i veri frequentatori del sito. Da questo "romanzo virtuale" ne scaturisce dunque la prima parte del film che ha luogo nel Giappone rurale. Filmato con una videocamera a 24p (la stessa tecnologia digitale impiegata da Hideaki Anno per il suo Love & Pop), All About Lily Chou-Chou tratta il tema dell'adolescenza all'inizio degli anni 2000, le frustrazioni della gioventù, la prostituzione minorile e i crimini. Come via di fuga dal reale orribile vi è la musica della cantante eterea Lily Chou-Chou.


The film is made following a social experiment carried out by the director: on April 1, 2000 he opened the Lilyholic website by putting inside a BBS to record the messages left by visiting users. Among the messages left there were some in response to the previous ones which, in reality, were written by the director himself to see how the real visitors of the site reacted. From this "virtual novel" comes the first part of the film which takes place in rural Japan.

Filmed with a 24p video camera (the same digital technology used by Hideaki Anno for his Love & Pop movie), All About Lily Chou-Chou deals with the theme of adolescence in the early 2000s, the frustrations of youth, child prostitution and crimes. As an escape from the horrible reality is the music of ethereal singer Lily Chou-Chou.



Shoujyo: An Adolescent

少女~ by Eiji Okuda (2001)

Shoujyo: An Adolescent | © imdb.com

Il film ha luogo in una cittadina durante un'estate dove un poliziotto di mezza età seduce numerose donne del posto. Un giorno incontra Yoko, una ragazza dedita all'enjo kōsai. Da questo primo incontro nasce una difficile relazione che porterà i due a scoprire che sono più uniti e vicini di quanto non pensino.


The film takes place in a small town during a summer where a middle-aged policeman seduces numerous local women. One day he meets Yoko, a girl dedicated to enjo kōsai.

From this first meeting a difficult relationship arises that will lead the couple to discover that they are closer and closer than they think.



Stop The Bitch Campaign

援助交際撲滅運動, Enjo-kōsai bokumetsu undō by Kōsuke Suzuki (2001)

Stop The Bitch Campaign | © asianwiki.com

Primo di una trilogia, Stop The Bitch Campaign è tratto dal manga Another one bites the dust di Tetsuya Koshiba e Hideo Yamamoto.

Enjo kōsai, prostituzione minorile, yazuka e delitti sono gli ingredienti di questo film, condito da momenti horror e splatter.


The first of a trilogy, Stop The Bitch Campaign is based on the manga Another one bites the dust by Tetsuya Koshiba and Hideo Yamamoto.

Enjo kōsai, prostitution, yazuka and crimes are the ingredients of this film, seasoned with horror and splatter moments.



Suicide Club

自殺サークル, Jisatsu Sākuru by Sion Sono (2002)

Suicide Club | © spietati.it

Suicide Club è sicuramente uno dei film più emblematici di ciò che la società giapponese stava vivendo durante gli anni '90 e l'inizio dei '00. Un titolo assolutamente imperdibile.

Viene mostrato il Giappone come un micro-mondo caratterizzato dall'alienazione che prevede come unica via di liberazione il suicidio. Una vita che è uno spettacolo grottesco che culmina con un finale surrealista.

La pellicola tratta numerosi temi tra i quali gli idol, internet e i computer, la pressione psicologica scolastica, la televisione e i messaggi subliminali.

Da questo film è stato tratto il romanzo Suicide Circle: The Complete Edition (2002) e il manga scritto e disegnato da Usamaru Furuya. Il seguito è stato realizzato dallo stesso regista col titolo Noriko's Dinner Table (2005).


Suicide Club is certainly one of the most emblematic films of what Japanese society was experiencing during the 90s and early 00s. An absolutely unmissable title.

Japan is shown as a micro-world characterized by alienation which envisages suicide as the only way of liberation. A life that is a grotesque spectacle that culminates with a surrealist ending.

The film deals with numerous themes including idols, internet and computers, school psychological pressure, television and subliminal messages.

The novel Suicide Circle: The Complete Edition (2002) and the manga written and illustrated by Usamaru Furuya were based on this film. The sequel was made by the director himself under the title Noriko's Dinner Table (2005).



Tokyo Decadence

トパーズ ,Topāzu by Ryū Murakami (1992)

Tokyo Decadence | © mymovies.it

Diretto da Ryū Murakami e tratto dal suo omonimo romanzo, Tokyo Decadence è il film più famoso e conosciuto riguardante "l'altra faccia" del Giappone. A mio avviso è essenzialmente fondamentale.

Ai è una giovanissima prostituta che lavora per un'agenzia di squillo a Tokyo. Attraverso gli incontri coi suoi clienti viene mostrato il vero aspetto del sadomasochismo ai tempi della bubble economy. Una storia struggente raccontata attraverso un film nudo e crudo, tanto da essere legalmente vietato in Corea del Sud e Australia.

Il seguito, Topaz II, verrà realizzato dal regista Hideaki Anno col nome Love & Pop.


Directed by Ryū Murakami and based on his novel, Tokyo Decadence is the most famous and well-known film about the "other side" of Japan. In my opinion it is essentially fundamental.

Ai is a very young prostitute who works for a call agency in Tokyo. Through the encounters with her clients, the true aspect of sadomasochism in the days of the bubble economy is shown.

A poignant story told through a naked and raw film, so much so that it is legally banned in South Korea and Australia.

The sequel, Topaz II, will be made by director Hideaki Anno under the name Love & Pop.



Visitor Q

ビジターQ, Bijitā Kyū, by Takashi Miike (2001)

Visitor Q | © wikipedia.org

Visitor Q tratta le vicende della famiglia Yamazaki, la cui routine viene sconvolta dall'arrivo di un "visitatore" che cambierà per sempre le loro vite. Si tratta di un film particolarmente crudo e complesso che pone in luce temi come l'alienazione, la violenza, il bullismo, la droga, la prostituzione e l'incesto. Per il tema trattato, inoltre, questa pellicola mostra numerose analogie con il film Teorema di Pier Paolo Pasolini del 1968.


Visitor Q deals with the events of the Yamazaki family, whose routine is upset by the arrival of a "visitor" who will change their lives forever.

It is a particularly raw and complex film that highlights themes such as alienation, violence, bullying, drugs, prostitution and incest. Furthermore, for the subject dealt with, this film shows numerous similarities with the film Teorema by Pier Paolo Pasolini, 1968.

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