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Ta Hua

Allontanandosi dalla China Town milanese spesso sorge il dubbio su dove poter mangiare dell’ottima cucina cinese. Qualunque preoccupazione sparisce fortunatamente una volta entrati da Ta Hua in via Fara 15, ristorante autentico di cucina cinese di Hong Kong.


In una serata di fine estate vengo accolta dal gentilissimo e sorridente signor Antonio presso Ta Hua, in un ambiente di design contemporaneo ma che fa propria la delicatezza dell’armonia Fen Shui (da notare il dipinto di Fan Zen). Vengo immediatamente istruita circa lo stile della cucina, mentre ammiro la signora nell’acquario che con sapienza prepara uno per uno i ravioli e li cucina al vapore.

Ta Hua ha aperto nel 1979 a Milano grazie ai miei genitori, Shou (Paolo) e Sucin (Lidia). Dodici anni fa ci siamo trasferiti in questo stabile: qui l’ambiente è più ampio e raffinato. I nostri clienti lo apprezzano così come anche la nostra cucina. Noi guardiamo sì al futuro della cucina cinese, ma perseguiamo un obiettivo preciso: non perdere le tradizioni. I nostri dim sum sono autentici, tutte le preparazioni sono tradizionali e le materie prime di prima qualità. Oggi il ristorante lo gestisco io insieme a mia sorella Monica e suo marito Mauro. Ma manteniamo sempre lo stesso livello qualitativo, di autenticità e freschezza da ben quarantuno anni.

Mi accomodo e dò un’occhiata al menù, ampissimo. Resto affascinata dall’imponente varietà di piatti e preparazioni. Ovviamente gli antipasti sono ciò che mi incuriosisce maggiormente. I dim sum (letteralmente “delizia del cuore”) sono un affare di famiglia, e vengono presi seriamente: questa cultura proviene dalla degustazione del tè (Yum Cha) e qui sono preparati con una dedizione a dir poco maniacale.

I ravioli, come il resto delle preparazioni, vengono realizzate quotidianamente con ingredienti di prima scelta. Facciamo tutto secondo la tradizione di Hong Kong, strizzando a volte l’occhio alla modernità. Dagli antipasti ai dolci, qui è tutto artiginale. In cucina, infatti, abbiamo anche il laboratorio di pasticceria.

Colpisce immediatamente la prontezza dello staff, veloce e preciso. Delucida i commensali spiegando puntualmente tutti i piatti del menù. E così inizio una cena interessante, che mi fa scoprire la cucina di una città dalle sfaccettature più disparate. E infatti il signor Antonio mi fa riflettere su un fatto cruciale:

Hong Kong è una città molto particolare perché non è solamente cinese. C’è un miscuglio di diverse etnie e questo si ripercuote per forza nella tradizione culinaria. Vi sono piatti prettamente cinesi ma anche preparazioni che derivano per esempio dalla Thailandia. E questo ad Hong Kong è normale. Noi abbiamo rispettato questo aspetto tipico della città di origine della nostra famiglia e cerchiamo sempre di farlo presente ai nostri clienti.

Si parte dunque con una lunga lista dei già citati antipasti, uno più invitante dell’altro, tra cui: nuvole di aragosta, involtino di crab, wanton al sesamo o alla malese, ravioli Sugiao, ravioli Hai Gao, toast di gamberi, antipasto alla medusa, panino ripieno alla Ta Hua e panino ripieno Xa Xiu. Si prosegue con le zuppe (tra le quali di ravioli wanton, di granchio e asparagi, tom yum kun). E poi ancora il riso (saltatato alla Ta Sua, alla Kinlong, Hong Kong in crosta con frutti di mare, glutinoso profumato nel fior di loto con pollo) e la pasta (spaghettini di riso alla Singapore, tagliolini fritti stile Canton all’astice, fettuccine di riso alla Kweityu o stile Hong Kong). Vi sono le omelette (con gamberi o con polpa di granchio) e molte preparazioni a base di pesce (capesante con broccolo in salsa Xo, astice con ginger e cipollotti, rombo in crosta con verdure, branzino intero al vapore stile Hong Kong, calamari saltati con gamberi in salsa Tau-si). Con la carne si apre una enorme parentesi. Dal pollo (nel guscio di ananas, Konpao, con gamberi e funghi, fritto al limone), al manzo (fassona alla piastra con verdure, brasato con spezie, piccante in salsa szechwan, con sedano e salsa Xo), al vitello (con peperoni e germogli di soia, ai sette colori), fino al maiale (filetto con funghi oyster e salsa spicy, costolettine caramellate) e all’anatra (stufata alla canna da zucchero, laccata alla pechinese, fritta alle spezie) Non mancano le verdure (fagiolini dell’imperatore, melanzane stile Sichuan, piatto del Buddha, siupàchoi — cavolo cinese, za-zai — verdure saltate fredde, chipou — rapa croccante fredda) e il tau-fu, il formaggio di soia (fritto con bambù e funghi, con ragù di carne, fagottini in salsa vegetariana). I dolci oltre a quelli al vassoio, prevedono anche palline di riso al sesamo con arachidi, panino dolce al vapore con crema di loto, gelati, sorbetti alla frutta e frutta fresca di stagione. Per quanto concerne il beverage, la carta dei vini presenta oltre quaranta bottiglie, vi sono anche diverse qualità di birra e succhi (cocco, mango, guava, latte di soia e tè al latte).


© Cookingwiththehamster


Moving away from the Milanese China Town there is often doubt about where to eat excellent Chinese cuisine. Fortunately, any concern disappears once you enter Ta Hua in via Fara 15, an authentic Hong Kong Chinese restaurant.


In a late summer evening I am greeted by the very kind and smiling Mr. Antonio at Ta Hua, in a contemporary design environment that takes on the delicacy of Fen Shui harmony (note the Fan Zen painting). I am immediately educated about the style of the kitchen, while I admire the lady in the aquarium who wisely prepares the dumplings one by one and steam them.

Ta Hua opened in Milan in 1979 thanks to my parents, Shou (Paolo) and Sucin (Lidia). Twelve years ago we moved to this building: here the environment is wider and more refined. Our customers appreciate it as well as our kitchen. Yes, we look to the future of Chinese cuisine, but we pursue a specific goal: not to lose traditions. Our dim sum are authentic, all the preparations are traditional and the raw materials of the highest quality. Today I manage the restaurant together with my sister Monica and her husband Mauro. But we have always maintained the same level of quality, authenticity and freshness for over forty-one years.

I sit down and take a look at the very large menu. I am fascinated by the impressive variety of dishes and preparations. Obviously the appetizers are what most intrigues me. The dim sum (literally “heart’s delight”) are a family affair, and they are taken seriously: this culture comes from the tasting of tea (Yum Cha) and here they are prepared with a dedication to say the least maniacal.

Dumplings, like the rest of the preparations, are made daily with top quality ingredients. We do everything according to the Hong Kong tradition, sometimes squeezing the eye of modernity. From appetizers to desserts, here it is all original. In fact, we also have a pastry laboratory in the kitchen.

It immediately strikes the promptness of the staff, fast and precise. Delights diners explaining punctually all dishes on the menu. And so an interesting dinner begins, which makes me discover the cuisine of a city of the most disparate facets. And in fact Mr. Antonio makes me think about a crucial fact:

Hong Kong is a very special city because it is not only Chinese. There is a mixture of different ethnic groups and this is necessarily reflected in the culinary tradition. There are purely Chinese dishes but also preparations that derive for example from Thailand. And this is normal in Hong Kong. We have respected this aspect typical of the city of origin of our family and we always try to make it present to our customers.

So we start with a long list of the aforementioned appetizers, one more inviting than the other, including: lobster clouds, crab roulade, sesame or malayan wanton, Sugiao dumplings, Hai Gao dumplings, prawn toast, jellyfish starter, Ta Hua stuffed bun and Xa Xiu stuffed bun. Continue with soups (including wanton dumplings, crab and asparagus, tom yum kun). And then there is rice (skipped with Ta Sua, Kinlong, Hong Kong in a crust with seafood, glutinous fragrant in lotus flower with chicken) and noodles (rice noodles in Singapore, fried tagliolini style Canton with lobster, rice noodles with Kweityu or Hong Kong style). There are omelettes (with prawns or crab meat) and many fish-based preparations (scallops with broccoli in Xo sauce, lobster with ginger and spring onions, turbot in a crust with vegetables, steamed whole sea bass Hong Kong style, squid sautéed with prawns in Tau-si sauce). A huge parenthesis opens with the meat. From the chicken (in the pineapple shell, Konpao, with shrimp and mushrooms, fried with lemon), to beef (grilled fassona with vegetables, braised with spices, spicy in szechwan sauce, with celery and Xo sauce), with veal (with peppers and bean sprouts, in the seven colors), up to pork (fillet with oyster mushrooms and spicy sauce, caramelized ribs) and duck (stewed with sugar cane, Pekingese lacquered, fried with spices) There is no shortage of vegetables (emperor’s green beans, Sichuan style aubergines, Buddha’s dish, siupàchoi — Chinese cabbage, za-zai — cold sauteed vegetables, chipou — cold crispy turnip) and tau-fu, soy cheese (fried with bamboo and mushrooms, with meat sauce, dumplings in vegetarian sauce). The desserts in addition to those in the tray, also include balls of sesame rice with peanuts, steamed sweet bun with lotus cream, ice cream, fruit sorbets and fresh seasonal fruit. As for the beverage, the wine list has over forty bottles, there are also different qualities of beer and juices (coconut, mango, guava, soy milk and milk tea).


🌎 http://www.tahua.it 📍 Via Gustavo Fara 15, Milan 📞 +39 02 6698 7042 💰 $$


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