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Cina: evoluzione di estetica e moda

La storia della moda e della bellezza in Cina affonda le proprie radici in un'epoca lontanissima, legata a doppio fino ai mutamenti politici e di pensiero dominante. Con questo articolo non ho la pretesa di spiegare per filo e per segno tutti i minuziosi mutamenti che si sono susseguiti nel tempo (con l'aggravante di annoiare il lettore), quanto più di realizzare un excursus di tappe e momenti importanti che hanno segnato l'immagine, la percezione e la realtà di donne (e di uomini) cinesi.

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China issue 2012 - Vogue China | © alexanderchow.me

Preistoria

Il mondo della bellezza cinese è da sempre strettamente connesso con la scienza e dall'interazione di differenti discipline: chimica botanica, scienze mediche (dermatologia ed estetica) e psicologica. Esso, fin dal principio, è concepito come un sistema olistico legato al taoismo, una entità unica e complessa dove il corpo, la psiche e l'anima sono connesse e devono essere curate insieme attraverso l'assunzione e l'applicazione di preparati oppure lo svolgimento di discipline volte alla stimolazione di punti del corpo (agopuntura e Tui Na).

Sin dall'antichità il popolo cinese ha realizzato prodotti cosmetici, seppur primitivi, per proteggere la pelle da scottature e disidratazione, usando prodotti vegetali (fiori, bacche, radici), animali (tessuti) e minerali (piombo e derivati).

La ricerca della bellezza esteriore era legata alla sacralità del corpo umano, che andava mantenuto poiché ereditato dagli antenati secondo il principio del confucianesimo (così come in Corea durante il periodo Joseon, ne ho parlato qui).

Quando si parla di antichità ci si riferisce ai primi ritrovamenti di denti di animali e perle utilizzati a scopo ornamentale (molti erano colorati con pigmento rosso) risalenti al Paleolitico, nelle grotte di Zhoukoudian (a 50 km da Pechino).


Dinastia Zhou (XII - III secolo a. C.)

Durante questo periodo vennero poste le basi del feudalesimo.

A corte vennero istituiti gli ordinamenti per tutelare il vestiario delle diverse classi sociali. Per ciò che concerne le donne, la moda del tempo prevedeva la parziale o completa rasatura delle sopracciglia ridipinte di blu e/o nero, l'uso di una sostanza simile alla cera per lucidare i capelli e, soprattutto, l'uso dello smalto (i colori impiegati indicavano la classe di appartenenza); la Cina è stato il primo paese ad usare lo smalto, realizzato con una miscela di albumi, gelatina, cera d'api, gomma arabica e tintura vegetale.

Furono inoltre stabilite pratiche igieniche ben precise, come lavarsi le mani almeno cinque volte al giorno, fare un bagno caldo ogni cinque giorni e lavarsi i capelli ogni tre.


Dinastia Han (206 a. C. - 220 d. C.)

Con la dinastia Han (il nome venne dato proprio dalla popolazione etnica cinese per distinguersi da tutte le altre minoranze presenti in Cina) il confucianesimo divenne la filosofia ufficiale di stato e gli scambi commerciali con l'Impero Romano divennero sempre più stabili grazie ai traffici lungo la Via della seta.

Durante questo periodo vengono codificate le teorie del filosofo Dong Zhongshu tra la cosmologia, le relazioni umane e le teorie astratte dello yang (elemento dominante, l'uomo) e dello ying (elemento sottomesso, la donna).

Molte bambine, a quel tempo, venivano condotte al gineceo all'età di dieci anni per essere educate alle buone maniere. Il matrimonio veniva poi combinato e solo alla donna non erano concesse le seconde nozze in caso di divorzio.


Proprio degli Han è il celebre abito tradizionale hanfu, utilizzato per quasi 4000 anni.

Durante questo periodo si delineò una vera e propria routine quotidiana per la cura del corpo. Le donne modellavano le ciglia in modo da assumere come una espressione triste e indossavano il rossetto a goccia.


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Dinastia Han | © cinaoggi.it

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Dinastia Han | © ecured.cu

Dinastia Tang (618 - 907)

Con l'epoca d'oro della grande e prestigiosa dinastia Tang l'arte cinese si riempie di immagini e colori con un realismo ed un rigore incomparabili. La stessa corte attrae e riceve numerosi poeti, scultori e artisti che celebrano il regno con dipinti preziosi e di rara bellezza, così come anche vengono ritratti i paesaggi e gli animali (soprattutto cavalli).

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Donne di corte con copricapi floreali, Zhou Fang | © it.shenyunperformingarts.org

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Dinastia Tang | © ichi.pro

L'abbigliamento dei nobili del tempo era caratterizzato da fluenti abiti di seta. Gli aristocratici che andavano a cavallo indossavano stivali di pelle di daino, mentre le donne ballerine finemente ricamate. Le classi sociali meno abbienti vestivano abiti di canapa fermati con una fascia e sandali.

Sia gli uomini che le donne portavano i capelli molto lunghi; gli uomini li raccoglievano in una crocchia, mentre le donne li acconciavano con fermagli e spille decorative. Le donne, inoltre, solevano radersi le sopracciglia per poi ridisegnarsele a piacimento.

Tra i gioielli veniva prediletta la giada, simbolo di purezza, saggezza e immortalità. Al posto del profumo, venivano impiegati dei sacchetti aromatici per tamponarsi la pelle.

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Dinastia Tang | © it.shenyunperformingarts.org

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Dinastia Tang | © wikipedia.org

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Dinastia Tang | © pinterest.it

Dall'epoca Song all'Impero Qing (907 - 1911)

Durante la dinastia Song si fa risalire l'uso della cipria, del fard a base di farina di riso e pigmenti rossi ma, soprattutto, la discussa e controversa pratica del loto d'oro (o "fasciatura dei piedi").

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Loto d'oro | © mentedigitale.org

Secondo la leggenda, questa pratica nacque intorno al 900 a. C., quando una concubina imperiale si fasciò i piedi con delle strisce di seta per ballare la Danza della luna sul fiore del Loto e ingraziarsi i favori dell'imperatore.

La fasciatura dei piedi si diffuse inizialmente tra le classi più facoltose, diventando sinonimo di status sociale: una donna coi piedi fasciati non poteva di certo lavorare ed era quindi totalmente dipendente dal proprio marito.

Incoraggiata successivamente dal confucianesimo, questa pratica si estese alle altre classi sociali. Molte bambine venivano costrette a questa pratica già all'età di 2 anni, mentre nelle classi contadine o più povere si aspettava il compimento del quindicesimo anno di età, in modo che le ragazzine potessero lavorare fino al matrimonio e le ossa fossero ancora malleabili. Si trattava ovviamente di una pratica estremamente dolorosa e che spesso causava cancrena, setticemia e infezioni. I piedi, mantenuti a una lunghezza massima di 12 cm, venivano poi rinchiuse in scarpine finemente decorate.

Una donna con un piede piccolo non era solamente considerata affascinate, ma anche rispettosa, devota, coraggiosa e docile.

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Loto d'oro | © ilparanormale.com

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Loto d'oro | © bizzarrobazar.com

Questi però furono anni di grande frammentazione politica e territoriale. Nonostante ciò la diffusione della xilografia permette i diversi ceti sociali di apprendere il sapere dai trattati scientifici. La classe aristocratica, soprattutto le nobildonne, furono oggetto di curiosità e studio di numerosi artisti che le ritraggono in scene di vita reale, come testimoniano i dipinto di Su Hanchen.

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Su Hanchen | © chinaonlinemuseum.com

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Su Hanchen | © pinterest.it

I Qing (1644 - 1911) furono i promotori di un governo illuminato, oltre che l'ultima grande dinastia cinese che regnò sull'impero più vasto del suo tempo.

Durante questo periodo la donna venne raffigurata lontana dalle faccende quotidiane, poiché doveva rispecchiare l'ideale della virtuosità, filiforme e di natura esile e gracile.

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Su Hanchen | © collections.mfa.org

Dal 1912 alla fine degli anni '50

La Repubblica di Cina, fu istituita nel 1912 in seguito al successo della Rivoluzione cinese: iniziata il 10 ottobre 1911 con la Rivolta di Wuchang, si concluse con l'abdicazione dell'imperatore Pu Yi il 12 febbraio 1912 e l'ascesa alla presidenza della nuova repubblica di Sun Yat-sen - considerato il padre della Cina moderna e tra i primi a considerare l'ipotesi della democrazia.

Nel 1915 l'impero giapponese presentò al nuovo e debole governo cinese "21 richieste", con le quali imponeva di fatto il vassallaggio della Cina al Giappone: il 4 maggio 1919 iniziò il movimento di Nuova Cultura o Movimento del 4 maggio, una mobilitazione studentesca culturale anti-imperialista. Gli studenti entrarono in rivolta contro il Trattato di Versailles (uno dei trattati che pose fine alla Prima Guerra Mondiale) che stabiliva la cessione al Giappone dei possedimenti tedeschi in Cina.

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Movimento del 4 maggio | © wikipedia.org

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Movimento del 4 maggio | © it.alphahistory.com

In breve tempo si diffuse in tutto il paese un nuovo spirito nazionalista che si espresse con l'abbandono del confucianesimo e l'adozione di modelli occidentali soprattutto tra i più giovani. Shanghai fu il centro dell'importante apertura all'Occidente, soprattutto da parte dei più giovani e delle donne: la new woman o new girl (che nel frattempo spopolava in Corea come conseguenza del dominio giapponese) era la protagonista di café, musica, cinema e sale da ballo in stile occidentale. Ella sfoggiava un'acconciatura corta chiamata The flapper, indossava un tipo di qipao (nome originario, cheongsam) molto sensuale e aderente (divenuto estremamente popolare in Occidente anche nella cultura di massa, si pensi a Shampoo del manga e anime Ranma 1/2, Anna Williams nel videogioco Tekken e Chun Li in Street Fighter), trucco marcato e tacchi alti. L'immagine della donna di Shanghai, moderna e fatale, fu usata per le pubblicità - in realtà basate su una reinterpretazione dei canoni occidentali.

Antico qipao tradizionale cookingwiththehamster
Antico qipao tradizionale | © rzolimacitymag.com

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Donne di Shanghai con il qipao | © rachttlg.com

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Donne con il qipao | © rachttlg.com

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Donne con il qipao | © thepankou.com

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Donna con il qipao | © ifou.org

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Pubblicità Coca Cola con donna in qipao | © veladoiolacina.com

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Pubblicità con donne in qipao | © pinterest.it

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Shampoo - Ranma 1/2 | © it.fanpop.com

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Anna Williams - Tekken | © pinterest.it

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Chun Li - Street Fighter | © pinterest.it

Nel 1921 a Shanghai venne poi fondato il Partito Comunista Cinese che impose la ridistribuzione delle terre, la parità di diritti tra uomini e donne, la repressione dell'usura, del brigantaggio e della corruzione morale. Grazie alla figura carismatica di Mao Tse-tung nel 1931 fu infine fondata la Repubblica Sovietica Cinese: la bozza costituzionale dava potere a operai, contadini, soldati dell'Armata Rossa o a chiunque appartenesse alle classi sociali più povere.

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Repubblica Sovietica Cinese | © wikipedia.org

A seguito delle continue pressioni militari in Manciuria e a Shanghai, poi, i militari di Mao decisero di intraprendere la celebre Lunga Marcia (1934-1935), ovvero 10.000 km percorsi da circa 20.000 comunisti dalla provincia dello Jianxi a quella dello Shanxi contro l'esercito anti-comunista e nazionalista di Chiang Kai-Shek (colui che nel '27 costrinse le forze comuniste alla clandestinità innescando così la guerra civile).

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Lunga Marcia | © sitocomunista.it

Con la fine della Seconda Guerra Mondiale la Cina rientrò tra le potenze vincitrici (nel '41 si era infatti schierata contro la Germania, il Giappone e il Regno d'Italia), ottenendo così un seggio nel Consiglio di sicurezza dell'ONU. A seguito dell'arresto dell'esercito di Chang Kai-Shek, l'1 ottobre 1949 venne fondata la Repubblica Popolare Cinese ad opera del Partito Comunista, che pose le basi per l'instaurazione di un sistema politico socialista.

Per difendere i propri confini dagli USA, nel 1950 Mao inviò le proprie truppe in Corea del Nord. Vinse ma ebbe enormi perdite, tanto da rendere la Cina ancora più dipendete dall'Unione Sovietica che mai.

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Repubblica Popolare Cinese | © ignotus.it

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Proclamazione della Repubblica Popolare Cinese | © cultura.trentino.it

I primi anni della Repubblica Popolare Cinese furono caratterizzati dai piani quinquennali, attuati senza tenere conto delle reali condizioni del Paese. Passò alla storia il discorso di Mao del 1956, di chiara impronta socialista, per il lancio della campagna dei Cento Fiori, cioè la liberalizzazione della vita culturale: egli incoraggiò gli intellettuali ad esprimere le proprie opinioni circa l'operato del partito, destinandoli poi di fatto alla destituzione dai loro incarichi o addirittura ai lavori forzati (vi finirono circa mezzo milione di persone). Fu una scelta che generò panico e terrore l'intero Paese.

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Campagna dei Cento Fiori | © mcapetta.wordpress.com

Tra le politiche scelte e che maggiormente influirono la società del tempo e degli anni a venire vi furono una quanto più completa alfabetizzazione e le riforme del matrimonio: presunta maggiore libertà per la donna con la possibilità di chiedere il divorzio (Mao arrivò a ipotizzare l'abolizione del matrimonio), l'uso dei contraccettivi e pratica dell'aborto. Il maoismo trattò largamente il ruolo della donna, attraverso aspetti controversi della cultura del tempo come la fasciatura dei piedi e il concubinato.

Nel 1931 fu promulgata la regolamentazione provvisoria dei rapporti matrimoniali che prevedeva il divieto delle nozze combinate, la proibizione della pratica dell'adozione di una sposa bambina, della poligamia e della vendita delle donne come future mogli.

Attraverso la proclamata parità di genere, In Cina le donne trovarono impiego a migliaia nelle fabbriche e il loro peso fu così consistente da creare una sezione femminile nel Partito. La realtà, come è facile immaginare, fu molto meno rosea e paritetica di ciò che Mao proclamava: le donne infatti, dopo avere lavorato duramente in fabbrica, cucivano le divise e preparavano il cibo ai soldati. L'idea della donna confinata alla sfera domestica derivava dal confucianesimo, che vedeva nella famiglia il microcosmo della società: secondo questa filosofia di pensiero la donna doveva essere casta, tranquilla, modesta e subordinata al marito.

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Donne con il Grande Timoniere | © natiperlastoria.home.blog

Il 1955 vide la pubblicazione della rivista Nuove Donne Cinesi, in cui veniva presentato il caso di Guo Shulan, una donna che lavorava come saldatrice e per questo esempio da emulare. Le non fu la sola, la più celebre fu certamente Liang Jun, la prima conduttrice di trattori cinese, vero simbolo della modernizzazione socialista (le sue immagini furono stampate su poster e libri di scuola). Nel 1958 una sua fotografia alla guida di un trattore fu scelta per essere stampata sulla banconota da uno yuan.

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Liang Jun | © bbc.com

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Liang Jun | © scmp.com

La donna socialista cinese doveva essere forte, coraggiosa, determinata e pronta al sacrificio, proprio come Zhao Yiman, che combattendo contro i giapponesi diventò una vera e propria martire della Rivoluzione - dalla sua storia nel fu tratto un film nel 1951.

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Zhao Yiman | © wikipedia.org

Tutto ciò che caratterizzava la moderna e sensuale donna di Shanghai fu smantellato con il maoismo poiché rappresentava la vita agiata e il consumismo dell'Occidente: tutto ciò che era di matrice borghese venne rigettato in virtù dell'androginia e dell'ascetismo. La rinuncia delle pratiche estetiche era interpretata come un gesto di grande dignità e pragmatismo. La donna doveva essere assolutamente asessuata.

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Poster di propaganda maoista | © ilpost.it


Anni '60 e '70

All'inizio degli anni '60 il Partito decise di passare da un sistema basato sull'agricoltura all'industria moderna, teoria sintetizzata del Grande Balzo in Avanti che ebbe come esito una terribile carestia che causò morti stimate tra le 15 e le 12 milioni di persone - per molti storici questo evento è registrato come il più grande sterminio della storia.

Le persone a quel tempo, per sopravvivere, facevano la coda con la propria scodella per la zuppa presso le mense delle comuni. Le donne, da forti e irreprensibili, tornarono ad assurgere il ruolo tradizionale di "angelo del focolare", lavorando nei campi e badando alla famiglia. A causa delle numerosi morti e della malnutrizione dilagante vi fu un significativo calo delle nascite e una minore capacità di concepimento.

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Grande Balzo in Avanti | © it.gariwo.net

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La grande carestia cinese | © it.alphahistory.com

A seguito del totale fallimento di questa scelta economica, Mao tentò di riprendere il comando effettivo del Partito e dello Stato lanciando la Rivoluzione Culturale (il cui numero di morti causati varia da centinaia di migliaia a 20 milioni): l'"agosto rosso" (1966) fu il nome coniato per indicare proprio i massacri più efferati che ebbero luogo a Pechino e poi in tutto il Paese (sono ancora di fatto in discussione persino presunti atti di cannibalismo su larga scala sponsorizzati dalla milizia a livello locale, di fatto ad oggi non esisterebbero prove che queste direttive partissero dal Partito nazionale o che Mao le avesse approvate). Tale violenza inaudita fu alimentata da una circolare approvata dal Partito in cui si affermava che la rivoluzione era minacciata dall'interno: questo portò allo scatenamento brutale delle forze più giovani e radicali che colpirono con asprezza gli insegnanti, accusati di essere anti-rivoluzionari. L'intolleranza di Mao verso il dissenso raggiunse il massimo: egli classificò gli intellettuali all'ultimo posto della scala sociale, permettendo che venissero picchiati, umiliati e uccisi dai loro stessi studenti.

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Rivoluzione Culturale | © amicidilazzaro.it

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Rivoluzione Culturale | © m.epochtimes.it

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Rivoluzione Culturale | © barbarapicci.com

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Rivoluzione Culturale | © twitter.com

Nel 1976 Mao morì e Hua Guofeng divenne il primo ministro.

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Funerali di Mao | © immaginidelnovecento.fondazionegramsci.org

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Funerali di Mao | © theguardian.com

Questo ventennio fu infine segnato dall'intenso e continuo controllo delle nascite: nel 1979 fu infatti ratificata la famosa politica del figlio unico.

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Politica del figlio unico | © inchiostrovirtuale.it

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Poster di propaganda di pianificazione familiare | © inchiostrovirtuale.it

Anni '80

I primi anni '80 videro l'ascesa al potere di Deng Xiaoping, l'avvio di riforme economiche che portarono a una limitata proprietà agricola e all'istituzione di "zone economiche speciali", aperte agli investimenti stranieri. Nel 1986 fu proposto il Movimento del Doppio Cento, che proponeva una maggiore separazione tra le funzioni del Partito e quelle dello Stato. Nonostante la stampa ufficiale riferiva di pochi gruppi contro-rivoluzionari, gli studenti iniziarono a invocare sempre più a gran voce la democrazia attraverso manifestazioni e scioperi della fame che culminarono il 16 e 17 maggio del 1989 a piazza Tienanmen a Pechino, dove l'esercito sparò sulla folla di manifestanti.

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Piazza Tienanmen | © wikipedia.org

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Piazza Tienanmen | © scomunicando.it

Nel 1981 fu creata la "Commissione di stato per la Pianificazione Familiare", dando maggiore flessibilità sulla possibilità di avere un secondo figlio.

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Pianificazione familiare | © agoravox.it

Gli anni '80 furono anche la decade in cui venne attivato un processo di "borghesizzazione": Deng Xiaoping, volendo integrare l'economia cinese con quelle principali mondiali, innescò una gerarchia sociale dove la vita ricca borghese era il nuovo ideale di riferimento.

Dopo anni di maoismo venne a riaffermarsi il desiderio del lusso, di uno stile di vita abbiente e, soprattutto, del valore della femminilità con il fine ultimo del consumismo: vennero aperti negozi specializzati in cosmetica, centri commerciali e, allo stesso tempo, furono istituiti concorsi di bellezza. Per la prima volta dopo anni si ricerca una individualità, un ruolo specifico e uno stile di vita attraverso brand stranieri, sinonimo di status sociale e qualità. Nei primissimi anni '80 questo desiderio di affermazione fu così grande che chi poteva acquistare capi di abbigliamento straniero li portava senza togliere l'etichetta, in modo che tutti potessero vederla.

In questi anni che si smise definitivamente di indossare la giacca maoista, sostituendola con camicette dai colori sgargianti e minigonne.

Abbigliamento femminile maoista cookingwiththehamster
Abbigliamento femminile maoista | © shanghaiist.com

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Abbigliamento femminile maoista | © shanghaiist.com

Moda in Cina anni '80 cookingwiththehamster
Moda in Cina anni '80 | © hologarment.tech

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Moda in Cina anni '80 | © shanghaiist.com

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Moda in Cina anni '80 | © shanghaiist.com

Anni '90

Attraverso la nuova formula economica socialista di mercato la Cina ebbe un'enorme crescita: fu lo scenario di un epocale cambiamento, a seguito del collasso del sistema sovietico col crollo del muro di Berlino.

Le maggiori decisioni politiche del 14° congresso del Partito furono un compromesso tra riformisti e conservatori: il nuovo regime di crescita economica si basò su un particolare "sistema capitalista" che funziona ancora oggi in Cina. Fu così accantonato il sistema di pianificazione di tipo sovietico, ci si aprì maggiormente alla privatizzazione di piccole e medie imprese ponendo di fatto fine al socialismo economico. Fu inoltre smantellato il sistema che garantiva l'impiego a vita dei lavoratori nelle città, fu revocato il divieto a non assumere persone provenienti da zone rurali, i salari furono ridefiniti in base alla produttività del lavoro e, infine, nel 1988 si ebbe il boom del settore immobiliare con la privatizzazione dell'edilizia abitativa urbana.

Simbolo di questo nuovo corso, soprattutto per i più giovani, fu l'apertura nel 1992 a Pechino del primo McDonald's del Paese.

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Primo McDonald's cinese | © pinterest.it

Negli anni '90 il mondo della moda in Cina ebbe a una vera e propria strutturazione. Aumenta l'interesse in questo settore, così come cresce il numero dei designer: Guo Pei (ha fondato Rose Studio, uno dei brand più in voga, oltre ad essere membro della Chambre Syndicale de la Haute Couture) e William Tang (famoso per avere realizzato le uniforme per la Dragon Air).

Nel 1997 a Pechino ha inoltre avuto luogo la prima China Fashion Week.

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Rihanna in Guo Pei | © myvalium.it

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William Tang - Dragon Air | © smalltroubleinhk.wordpress.com

I cinesi più facoltosi ebbero la possibilità di viaggiare in Europa per comprare beni di lusso: proprio loro, tornando in patria, introdussero in Cina beni di alta moda di Gucci, Ermenegildo Zegna e Louis Vuitton. Nel tentativo di imitare questi oggetti (e queste persone) nasce la contraffazione che viene poi venduta in tutto il mondo; a partire da questo fatto i designer del nuovo millennio si muoveranno verso una propria individuale creatività.

A ciò si unì il successo della cantante di Faye Wong, vera e propria icona di stile oltre che a grande innovatrice musicale e regina indiscussa del pop - in Occidente è conosciuta per il brano Eyes on me del videogioco Final Fantasy VIII.

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Moda in Cina anni '90 | © pinterest.it

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Moda in Cina anni '90 | © pinterest.it

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Faye Wong | © i-d.vice.com

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Faye Wong - Eyes on me | © youtube,com

Il nuovo millennio

Negli anni 2000 la Repubblica Popolare Cinese è diventato il Paese più popoloso al mondo, la prima potenza economica per prodotto interno lordo e, secondo molti, la nuova super-potenza militare emergente.

La cultura cinese è fortemente influenzata dal confucianesimo e dal maoismo e, come nazione, la Cina è leader mondiale nella scienza e nella tecnologia: dall'invenzione della carta, della bussola, della polvere da sparo, fino all'uso dei numeri negativi e alla fondazione di aziende leader come Lenovo e Huawei, senza poi contare l'immensa e impareggiabile tradizione gastronomica.

Nel nuovo millennio le logiche capitaliste presero forma in un imponente mercato interno e permisero un gigantesco numero di esportazioni negli USA e in Europa grazie ai prezzi stracciati dei prodotti cinesi: il tutto fu appoggiato su un modello di approvvigionamento energetico dipendente dal carbone che causò quella che probabilmente è stata la più importante crisi ambientale della storia.

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Inquinamento a Pechino | © lastampa.it

Allo stesso tempo però la Cina ha denunciato un rapido invecchiamento della Nazione a causa della politica del figlio unico, che fu abolita per questo motivo nel 2013 - tuttavia, dal terzo figlio si incorre in multe molto salate.

 La Cina e il terzo figlio cookingwiththehamster
La Cina e il terzo figlio | © corriere.it

Nei 2000 continua in maniera sempre più massiccia la marketizzazione della donna. L'"economia della bellezza" (meiji jinji) ha rappresentato un tassello fondamentale nel processo di transizione al neo-liberismo. Grazie alla maggiore disponibilità economica della nuova classe media, i cinesi riescono a spendere per prodotti cosmetici per inseguire standard che non sono cinesi, bensì occidentali (questo fenomeno viene infatti chiamato "occidentalismo"). Attraverso la televisione, ai film e ai concorsi di bellezza (nel 2003 Wu Wei è stata la prima cinese a partecipare a Miss Universo), le donne cinesi hanno ripensato al proprio aspetto esteriore sentendosi inadeguate. Molte di loro hanno iniziato a ricorrere alla chirurgia plastica già da molto giovani al fine di raggiungere uno standard di bellezza di fatto globalizzato e dunque standardizzato.

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Wu Wei | © listal.com

Tra gli interventi estetici più richiesti spiccano l'"apertura degli occhi", gli zigomi più alti, il naso più piccolo, le palpebre più grandi e, soprattutto, lo sbiancamento della pelle. Moltissime donne cinesi oggi si recano in Corea del Sud, dove la chirurgia plastica è all'avanguardia. Il desiderio di un cambio così radicale e antitetico arriva fino al totale rifiuto del patrimonio culturale ed etnico. I motivi alla base di queste scelte così radicali sono non soltanto estetici, ma di lavoro e di carriera: apparire sempre giovani e belle è l'obiettivo più importante poiché l'aspetto fisico è il principale biglietto da visita. La chirurgia estetica è spesso vista come un investimento per il futuro, tanto che spesso sono proprio i genitori a premiare i figli con un intervento come regalo.

Tra i prodotti più acquistati, invece, vi sono al primo posto gli sbiancanti per la pelle e gli anti-rughe, seguiti dal make-up: per i fondotinta la maggior parte dei brand propone un massimo di cinque tonalità, tutte chiare. Di pari passo cresce anche la cultura del fitness, così come la cura del corpo da parte dell'uomo (sull'onda dell'estetica sud coreana): balsami per le labbra, prodotti per la cura del viso e creme solari - sono in aumento anche le pubblicità beauty con protagonisti gli uomini.

Crema pelle sbiancante cookingwiththehamster
Crema pelle sbiancante | © it.aliexpress.com

 Chirurgia plastica prima e dopo cookingwiththehamster
Chirurgia plastica prima e dopo | © it.ocnal.com

Fondotinta cinese cookingwiththehamster
Fondotinta cinese | © it.laizhen-bio.com

 Make-up maschile cinesecookingwiththehamster
Make-up maschile cinese | © alessandriaoggi.info

 Male beauty cinese cookingwiththehamster
Male beauty cinese | © valuechina.net

Sono molto in voga anche le protesi da camuffare sul viso con il make-up per cambiare i connotati.

 Protesi per il viso cookingwiththehamster
Protesi per il viso | © 105.net

Negli ultimi anni la tendenza è verso i beauty devices (dispositivi estetici elettronici) e la "functional skincare", ovvero quei prodotti farmaceutici con doppia funzione, estetica e farmaceutica, per contrastare macchie solari, acne, smog e aumentare lo schiarimento della pelle. Ci si preoccupa anche degli effetti di inquinamento e smog sulla pelle, oltre ad una crescente consapevolezza verso prodotti più ecologici.

Cosmetici cinesi anti-pollution cookingwiththehamster
Cosmetici cinesi anti-pollution | © cosmeticschinaagency.com

Shanghai è nuovamente il centro di questo importante scenario, poiché è qui che risiede la maggior parte delle persone ricche, oltre ad essere il polo finanziario del Paese. Le strade pullulano di promoter che distribuiscono volantini e campioni di prodotto col fine di convincere sia le donne che gli uomini a provare le ultime novità. La stampa e la comunicazione hanno un ruolo centrale nell'industria della bellezza: riviste (come Vogue China, la cui prima stampa nel settembre 2005 ha bruciato immediatamente 300.000 copie), la televisione (Dior e Chanel negli anni '90 l'anno utilizzata proprio per entrare nel mercato cinese) e internet, dove fare direttamente acquisti online - oltre alla presenza sui social networks di influencer ambassadors dei prodotti.

Vogue China - settembre 2005 cookingwiththehamster
Vogue China - settembre 2005 | © models.com

Per quanto riguarda la moda, i rapporti tra Cina e Occidente sono molto antichi, basti pensare al commercio dei tessuti in passato. Tuttavia, a inizio millennio il mercato dell'abbigliamento cinese è stato segnato dalla contraffazione, nata sostanzialmente dall'interesse per i grandi brand occidentali.

 Prodotti contraffatti cookingwiththehamster
Prodotti contraffatti | © vintageitalianfashion.it

Negli anni 2000 però i designer desiderano allontanarsi dallo stereotipo del "cinese bravo a copiare" e anelano una propria identità. Allo stesso tempo, la Cina stessa di sta allontanando dall'immagine di Paese che produce grandi quantità a ritmi serrati, basso costo e scarsa qualità: ora vuole essere considerata con un proprio patrimonio artistico, Made in China e Designed in China. Tra le pubblicazioni più significative e rappresentative in questo senso vi è Rouge Fashion Book: un biennale scritto in inglese e cinese mandarino ricco di fotografie. Si tratta di uno dei prodotti di culto sulla moda cinese, pubblicato con il codice ISBN internazionale per essere distribuito in alcuni punti in Cina autorizzati alla vendita di materiale straniero.

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Rouge Fashion Book | © rougefashionbook.cn

Molti brand (sia di moda che di cosmetica) oggi producono beni solamente per il mercato cinese, alcuni stilisti organizzano sfilate solo per la Cina (ad esempio Giorgio Armani l'1 giugno 2012 nel distretto 798 e Fendi nel 2007 lungo la Grande Muraglia), senza contare ai brand che sono diventati cinesi (Kiriza o Francesco Scognamiglio). Questo perché i cinesi sono il popolo più numeroso del mondo e dal 2010 l'economia cinese è universalmente riconosciuta come la più forte dopo avere superato definitivamente quella statunitense.

Se all'inizio i cinesi benestanti utilizzavano il passaporto per fare acquisti in Occidente (le famose "shopping missions" in via Montenapoleone a Milano o a Parigi), oggi hanno la possibilità di comprare nel loro Paese: la loro idea di shopping è un'esperienza unica e totalizzante, motivo per cui sono nati concept store 100% cinesi come Brand New China, Triple Major e Dongliang.

 Giorgio Armani - Cina, 2012 cookingwiththehamster
Giorgio Armani - Cina, 2012 | © missandchicblog.com

 Fendi - Cina, 2007 cookingwiththehamster
Fendi - Cina, 2007 | © panenutella.wordpress.com

TikTok è la maggiore vetrina per le nuove tendenze stilistiche e lo street style che ingloba tutte le fasce di età della popolazione cinese. Il celebre social network cinese nato nel 2016 presenta oggi anche in Occidente, grazie a diversi account (come @eromei, @elly.xia, @marstruck) che ripubblicano i video scaricati da Douyin (nome cinese del social), dei video compilation in cui influencer (o aspiranti tali) passeggiano nei quartieri alla moda di Pechino e Chengdu. L'hashtag #chinesestreetfashion oggi vanta milioni di visualizzazioni e like. Questi video sono editati in slow motion, musica hip hop cinese o k-pop, senza contare l'uso massiccio di filtri (in stile PhotoLift) volti allo snellimento del corpo: uomini e donne, ragazzi e ragazze sono altissimi, magrissimi e con la pelle sbiancata. Se all'apparenza possono passare dei video registrati casualmente, in realtà sono realizzati da veri professionisti.

Nemmeno a dirlo, molti brand sfruttano questo fenomeno per fini promozionali tramite l'inserimento di tag ad hoc.

 Douyin - TikTok cookingwiththehamster
Douyin - TikTok | © celebnews9.com

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Douyin - TikTok | © annahyclak.medium.com

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Douyin - TikTok | © asiamedia.lmu.edu

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Douyin - TikTok | © womenstile.com

Questi video hanno suscitato molto interesse in Occidente durante i lockdown del Covid-19, tanto da creare una particolare fascinazione per i giovani cinesi; non è un caso che molti occidentali hanno creato video in cui li imitano.

Tra i trend di successo legati a questi video vi è l'hashtag #couplegoals e il "genderless": nel 2020 la parola più cercata su Taobao legata alla moda è stata, non a caso, "mengmei style", ovvero uno stile riferito all'unisex. Questo trend è diventato popolare grazie a Wan Qian (concorrente di uno dei reality più seguiti di sempre, "Sisters Who Male Waves"); da allora le donne cinesi hanno cominciato ad acquistare blazer oversized e molti uomini hanno comprato abbigliamento con trasparenze e pizzi: la generazione Z è lo specchio di questa tendenza, unita a una nuova consapevolezza "go green" abbracciata da alcuni designer nazionali (come Icicle e Neemic).

Wan Qian cookingwiththehamster
Wan Qian | © screenfiction.org

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Wan Qian | © hylinkeurope.com

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Wan Qian | © inf.news

Sono i più giovani a nutrire un grande interesse per prodotti locali, secondo la "guchao" (letteralmente "onda nazionale"): si tratta di un mix nostalgico di abiti e accessori del passato al posto dei brand di lusso europei. L'hanfu è l'abito che sta recentemente spopolando tra gli amanti dello street style e TikTokers grazie ad un liceale di Pingliang (provincia che ospita un'associazione culturale Han) che ha iniziato a indossarlo all'inizio dei 2000. Da allora questo abito tradizionale ha avuto un così grande successo che ogni anno, a Xintang si organizza un festival dedicato; in molti vi partecipano reinterpretandolo in chiave moderna (per esempio, abbinandolo alle sneakers).

L'hanfu è un abito culturalmente diverso dal changshan (abito manciù maschile), dal chengsam (o dal quipao), poiché è l'abito tradizionale dei cinesi Han (gruppo etnico maggioritario della Cina, che lo ha usato per quasi 400 anni).

Hanfu, Douyin - TikTok cookingwiththehamster
Hanfu, Douyin - TikTok | © youtube.com

Hanfu, Douyin - TikTok cookingwiththehamster
Hanfu, Douyin - TikTok | © tiktok.com

Hanfu, Douyin - TikTok cookingwiththehamster
Hanfu, Douyin - TikTok | © youtube.com

Changshan cookingwiththehamster
Changshan | © it.bestdealplus.com

Chengsam cookingwiththehamster
Chengsam | © joom.com

Tra i maggiori fashion trend riscontrabili, oltre agli abiti tradizionali con elementi occidentali, oggi si elencano:

  • Blazer, trench coats (tutto oversized), camicie semplici, sartorialità, colori opachi o coesi rispetto alla palette scelta

 Blazer oversized cookingwiththehamster
Blazer oversized | © pinterest.it

Trench coat oversized cookingwiththehamster
Trench coat oversized | © pinterest.it

  • Crop top e baggy pants. Si denota un grande gioco di colori e textures

Crop top e baggy pants cookingwiththehamster
Crop top e baggy pants | © tiktok.com

  • Colori pastello (molto simili a quelli riscontrabili in Corea del Sud) come rosa chiaro, azzurro, violetto; non è un caso che brand occidentali abbiano adottato queste palette (come Jacquemus)

Palette pastello cookingwiththehamster
Palette pastello | © tiktok.com

Jacquemus cookingwiththehamster
Jacquemus 2021 | © vogue.com

La generazione Z è il target di consumatori con il più alto tasso di incidenza nel settore della moda in Cina, oltre ad essere numericamente una potenza (si calcola che tra il 1995 e il 2009 siano nate oltre 200 milioni di persone). Essa è caratterizzata da un forte potere di acquisto, è sempre online, competente, critica, esigente e sempre alla ricerca di esperienze nuove. Una generazione molto diversa da quella occidentale, dove vi sono maggiori sottoculture.

I giovani cinesi di oggi hanno molti soldi da spendere (e lo fanno spesso e di impulso) grazie alla politica del figlio unico, poiché le famiglie hanno accumulato tanta ricchezza che viene ereditata da una sola persona. Inoltre, amano lo storytell del prodotto e cercano oggetti che rispecchino i loro valori. Sono i nativi digitali e, ad oggi, sono il futuro del mondo del lusso.

Generazione Z cinese cookingwiththehamster
Generazione Z cinese | © mffashion.com

I brand europei, nel frattempo, integrano le proprie collezioni con motivi tradizionali cinesi (ad esempio, la collezione uomo FW2021 di Dior presenta elementi dello zodiaco, ventagli e giada). I marchi europei hanno compreso che per stare al passo coi tempi devono per forza investire nelle reti sociali cinesi come WeChat, Weibo e Little Red Book, dove è possibile vendere direttamente i prodotti e avere una vetrina.


Dior uomo FW2021 cookingwiththehamster
Dior uomo FW2021 | © vogue.com

Dior uomo FW2021 cookingwiththehamster
Dior uomo FW2021 | © vogue.com