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Bentoteca

Come ben sappiamo, durante il primo lockdown molti ristoranti hanno dovuto chiudere i battenti non riuscendo a sopravvivere coi soli servizi si asporto e consegna a domicilio, altri hanno addirittura aperto da zero e alcuni hanno deciso di cambiare formula, cercando di dare un nuovo e temporale corso al proprio servizio. Quest'ultimo è il caso di Bentoteca, nato dall'idea dello chef Yoji Tokuyoshi.

Bentoteca | © Cookingwiththehamster

Chef Tokuyoshi è una celebrità a Milano: dopo avere lavorato quasi dieci anni come sous chef di Massimo Bottura all'Osteria Francescana, si è distinto nel capoluogo lombardo col suo ristorante omonimo, Tokuyoshi appunto, che nel 2016 ha ricevuto una stella Michelin. Dopo cinque anni l'ha persa però a causa del "cambio formula": costretto a chiudere il ristorante per il Covid-19, lo ha così convertito in Bentoteca a maggio 2020, non convincendo la guida più importante del mondo.

Un duro colpo per lo chef che, nonostante le avversità, ha deciso di sviluppare questo spin-off temporaneo ideando dei piatti ad hoc da essere consumati a casa.

Il bentō in Giappone è la scatola contenente il pranzo al sacco da consumare a scuola, in ufficio, sul treno o all'aria aperta. Le versioni proposte da chef Tokuyoshi ricalcano lo stile da lui proposto al ristorante, ovvero una contaminazione italiana della cucina nipponica.

Bentoteca | © Cookingwiththehamster
Bentoteca | © Cookingwiththehamster

Nel menù online ho trovato sia i bentō ideati per questa nuova formula, sia alcuni piatti del ristorante Tokuyoshi. Per questo motivo ho ordinato un po' di tutto.

Da un ristorante che ha avuto la stella Michelin mi sarei aspettata un packaging più raffinato e curato, in questo caso era davvero scarno e minimale. All'interno le pietanze erano comunque ancora abbastanza calde, anche se la presentazione lasciava un po' a desiderare. Tutte le quantità erano inoltre decisamente sacrificate (l'insalata di patate era più piccola della mia mano, ed io ho una mano piccola) e il bentō non era servito come in Giappone, con dei divisori (comunque sarebbero stati graditi), ma il cibo era disposto tutto insieme: ad un certo punto riuscire a distinguere bene i sapori era molto complicato, data anche la notevole quantità di condimenti e verdure differenti all'interno.

Vi sono allegate le istruzioni per scaldare tutte le pietanze e anche come comporre il ramen, nel caso lo ordinaste.

Katsusando of veal tongue | © Cookingwiththehamster
Katsusando of veal tongue | © Cookingwiththehamster
Potato salad with Iwashikatsu | © Cookingwiththehamster
Sukiyaki bento | © Cookingwiththehamster
Tonkotsu shoyu ramen | © Cookingwiththehamster
Anko yuzu Basque cheesecake | © Cookingwiththehamster

Ho molto apprezzato le sarde fritte, sebbene microscopiche, la cui panatura era croccante e gustosa (cosa che raramente si riscontra nei delivery che propongono i fritti), servite con letteralmente un pugnetto di potato salad (la cui consistenza era più simile al purè): avrebbe dovuto avere all'interno della mortadella, ma di fatto non c'era.

Il sukiyaki bentō a base di Bue Nero di Salamanca frollato era cotto perfettamente. La ricetta prevedeva anche un uovo cotto a bassa temperatura, all'interno ho trovato invece una sorta di frittata tagliata finemente.

Il tonkotsu shoyu ramen mi è piaciuto, saporito e con tagliolini ben eseguiti, solo il riscaldarlo mi è costato una quantità spropositata di pentole da lavare. Mi ha un po' deluso l'uovo, me lo aspettavo morbido e marinato come quello giapponese e invece era a bassa temperatura (togliere il guscio è stato complicato, dato che l'uovo tendeva a spappolarsi).

Sul katsusando di lingua di vitello niente da dire, davvero delizioso!

Ho infine provato l'anko yuzu basque cheesecake, semplicemente ottima ma terminata in una forchettata e mezzo! Una porzione che difficilmente si può definire tale, forse un assaggio. Anche qui mancava un ingrediente: anko non pervenuto.


Questa esperienza mi ha lasciato con un grande punto di domanda. Ho riscontrato una grande disorganizzazione a livello di composizione e forse anche di idea dei piatti. Ciò su cui sono sicura totalmente è che il prezzo è a dir poco esoso e non si allinea per nulla alla formula offerta, solo per questo non lo ordinerei nuovamente. Davvero un peccato!

As we all know, during the first lockdown many restaurants had to close their doors, unable to survive with only take-away and home delivery services, others have even opened from scratch and some have decided to change the formula, trying to give a new and temporal course at your service. The latter is the case of Bentoteca, born from the idea of chef Yoji Tokuyoshi.


Chef Tokuyoshi is a celebrity in Milan: after working almost ten years as Massimo Bottura's sous chef at Osteria Francescana, he distinguished himself in the Lombard capital with his namesake restaurant, Tokuyoshi, which in 2016 received a Michelin star. After five years, however, he lost it due to the "formula change": forced to close the restaurant due to Covid-19, he converted it into a Bentoteca in May 2020, not convincing the most important guide in the world.

A hard blow for the chef who, despite adversity, decided to develop this temporary spin-off by designing ad hoc dishes to be consumed at home.

Bento in Japan is the box containing the packed lunch to be consumed at school, at the office, on train or at open air. The versions proposed by chef Tokuyoshi follow the style he proposed at the restaurant, which is an Italian contamination of Japanese cuisine.


In the online menu I found both bento designed for this new formula, and some dishes from the Tokuyoshi restaurant. For this reason I ordered a little bit of everything.

From a restaurant that had a Michelin star I would have expected a more refined and refined packaging, in this case it was really thin and minimal. Inside, however, food was still quite warm, even if the presentation left something to be desired. All quantities were also decidedly sacrificed (the potato salad was smaller than my hand, and I have a small hand) and bento was not served like in Japan, with dividers (however they would have been welcome), but the food it was all arranged together: at a certain point being able to distinguish the flavors was very complicated, also given the considerable amount of different condiments and vegetables inside.

Attached are instructions for heating all the dishes and also how to make the ramen, in case you ordered it.


I very much appreciated the fried sardines, albeit microscopic, whose breading was crunchy and tasty (something that is rarely found in the deliveries that offer fried foods), served with literally a handful of potato salad (whose texture was more like mashed potatoes): it should have had inside the mortadella, but in fact it wasn't there.

The matured Salamanca Black Ox-based sukiyaki bento was perfectly cooked. The recipe also included an egg cooked at a low temperature, inside I found instead a sort of finely cut omelette.

I liked the tonkotsu shoyu ramen, tasty and with well executed noodles, just heating it cost me a disproportionate amount of pots to wash. I was a little disappointed with the egg, I expected it to be soft and marinated like the Japanese one and instead it was at a low temperature (removing the shell was complicated, as it tended to pulp).

Nothing to say about the veal tongue katsusando, really delicious!

Finally I tried the anko yuzu basque cheesecake, simply excellent but finished in a fork and a half! A portion that can hardly be defined as such, perhaps a taste. Here, too, an ingredient was missing: anko not received.


This experience left me with a big question mark. I found a great disorganization in terms of composition and perhaps also of the idea of ​​the dishes. What I am totally sure about is that the price is exorbitant to say the least and does not align at all with the formula offered, only for this reason I would not order it again. What a shame!


🌎 https://www.bentoteca.com/

📍 Via S. Calocero 3, Milan

📞 +39 340 835 7453

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