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Hana

La prima volta che ho mangiato coreano in Italia è successo tanti anni fa. Mi ci aveva portato la mia amica Lilletta e il ristorante in questione si trovava in zona Porta Venezia. Ricordo perfettamente quanto mi fosse piaciuto e da quel momento la mia passione per la cultura gastronomica coreana non è mai cessata. Quel locale si chiama Hana e oggi è situato a pochi passi dal Duomo, in Via Giuseppe Mazzini 12.


Hana è uno dei primi ristoranti coreani in Italia. La sua storia inizia nel 1993, quando ha aperto per la prima volta proprio a Porta Venezia, in Via Lecco — dove oggi è sito Juga. Nel 2010 il locale viene trasferito nello stabile odierno e nel 2015 diventa proprietà del capocuoco Kim Myunghun, sorridente e gentilissimo padrone di casa sempre al servizio dei clienti. L’obiettivo qui è quello di proporre la cucina coreana (detta Hansik) in chiave ecologica come alternativa del futuro: le sue radici risalgono a ben 5000 anni fa e le ricette riguardano una perfetta armonia tra i vari gusti e colori (gli stessi che caratterizzano il celebre bibimbap, qui piatto forte, nonché simbolo della Corea del Sud). Questi piatti, realizzati a partire dai jang (alimenti composti da soia, peperoncino e verdura che, con l’ausilio della terra e del sole, vengono fatti fermentare), sono estremamente equilibrati, ricchi di fibre, sali minerali e nutrienti.


Il menù è difatti molto tradizionale. I piatti sono tutti molto curati e saporiti, così come anche l’ambiente richiama sì il minimalismo sud coreano ma è anche accogliente grazie ai toni caldi delle luci. Aprendo il menù si procede con ordine attraverso la suddivisione delle portate. Le pietanze particolarmente piccanti sono segnalate. Gli antipasti prevedono: mandu (ravioli della casa al vapore con maiale, manzo, spinaci, germogli e spaghettini di soia), haemul pajeon (frittata di cipollotti e frutti di mare), kimchi jeon (frittata di kimchi e calamari), yuk hee (tartare di manzo crudo con uovo crudo e salsa della casa a base di salsa di soia e olio di sesamo), tofu kimchi (tofu bollito e kimchi padellato con maiale). Si passa poi agli gnocchi di riso: tokbokki di Hana (gnocchi di riso, ramen, frittata di alghe e uovo sodo in salsa piccante), gung-jong tokbokki (gnocchi di riso con frutti di mare e funghi) e tok mandukuk (gnocchi di riso e ravioli in brodo di carne di manzo e uovo). Il kimbab (con base di riso con alga esterna, ripieno di cetrioli, carote, rapa gialla fermentata e insalata): kimchi kimbab, ciam-ci kimbab (con tonno e mayonnaise) e ham cheese kimbabab (con wurstel e formaggio). Si apre poi la parentesi del protagonista della casa, il bibimbab (riso con verdure saltate — rapa, germogli di soia, zucchine, cetrioli, carote, spinaci, funghi — e uovo, tutto accompagnato da salsa piccante o soia). Vengono proposte due varianti. La prima non calda è servita su piastra di porcellana: bibimbab classico, yukhee bibimbab (con tartare coreana), bulgoghi bibimbab (con carne di manzo), Salmone bibimbab (con salmone affumicato) e bibimbab con pesce crudo. La seconda versione è servita su pietra calda: dolsot bibimbab (classico servito nella ciotola di pietra tradizionale), jeyuk dolosot bibimbab (con pancetta padellata), bulgoghi dolsot bibimbab (con carne di manzo) e ojing-o dolsot bibimbab (con calamari in salsa piccante). Vi poi anche il dud-bab, servito con riso su pietra calda: con carne di maiale, con tonno e con uova di pesce.

Un altro grande classico proposto è senza dubbio il kimbab: con kimchi, con tonno e mayonnaise e con wurstel e formaggio. In seguito vi sono i vari tipi di noodles: japche (spaghetti saltati con spinaci, germogli di soia, funghi, peperoni e manzo), hemul japche (spaghetti saltati con spinaci, germogli di soia, funghi, peperoni e frutti di mare) e japche in versione piccante. Tokbokki, zampong (spaghetti in brodo strapiccante con frutti di mare), zajang men (spaghetti coreani bianchi alla salsa nera di pasta di soia saltata e cipolla), mul neng-men (spaghetti sottili freddi in brodo ghiacciato con cetriolo e rapa, straccetti di roast beef e uovo sodo), bibim neng-men (spaghetti sottili freddi in salsa strapiccante con cetriolo e rapa, carne di manzo e uovo sodo) e he neng-men (spaghetti sottili freddi in salsa strapiccante con cetriolo e rapa, pesce crudo piccante e uovo sodo). I secondi sono suddivisi il piatti di carne (gociujang sam-ghiob-sal — pancetta a strisce padellata; galbi gui — roast beef o entrecote marinato con salsa di soia, pepe nero, aglio e olio di sesamo; ciadol bulgoghi bokum — fette di bovino scelto con funghi enoki, cipollotti e salsa della casa; bulgoghi bokum — straccetti di manzo con funghi e cipolle con salsa di soia, olio di sesamo e verdure; sam-ghiob-sal — pancetta a strisce padellata; bossam — strufato di pancerra di ottima qualità con pasta di soia), pollo (dak bokum normale e in versione spicy — pollo senza osso padellato con gnocchi di riso) e pesce (degu-gui — filetto di merluzzo in padella con salsa di soia). Le zuppe sono numerose: ciamci kimchi zighe (zuppa piccante di kimchi con tonno e tofu), kimi zighe (zuppa piccante di kimchi con carne di maiale e tofu), dukbeghi bulgoghi (zuppa di straccetti di manzo con spaghettini di soia, funghi e tofu), denjang zighe (zuppa di pasta di soia, tofu, carne di maiale), ciadol denjang zighe (zuppa di pasta di soia, tofu e petto di bovino), bude zighe (zuppa piccante con würstel, limci, tofu e ramen), suntofu zighe (zuppa strapiccante di tofu ai frutti di mare con olio di peperoncino) e tok mandu kuk (gnocchi di riso e ravioli in brodo di manzo e uovo).

I dolci prevedono essenzialmente il più conosciuto dei dessert, se così si può dire, coreani: il bingsu. Si tratta del celebre dolce estivo composto da ghiaccio tritato e latte condensato servito con diverse golose guarnizioni. Qui vengono proposti: pat-bingsu (con azuki e gelato alla panna), dalghi-bingsu (alla fragola con gelato alla panna), Oreo-bingsu (all’Oreo con gelato al cioccolato). Il menù prevede inoltre: hotteok ice cream (frittata dolce al tè verde con gelato del giorno e frutta fresca), tiramisù al su jung-gua (alla bevanda coreana a base di cannella e zenzero), panna cotta al tè verde con azuki e cereali bio, gelato del giorno (a scelta tra tè verde, zenzero, sesamo nero o cedro), sorbetto al limone bio con panna, affogato al caffè con gelato del giorno a scelta e macedonia al yuja (cedro coreano).


A ben vedere ce n’è per tutti i gusti! Ma non è finita. Il menù delle bevande è un altro territorio da esplorare assolutamente. Si resta attoniti davanti alla grande quantità di tè coreani proposti, serviti sia freddi che caldi: zenzero e miele, cedro coreano e miele, prugna verde e miele, dattero e miele, ginseng coreano, polvere di cereali e noce, riso integrale, tè verde coreano, menta e tè verde, cannella e miele, mirtillo, cereali tostati e latte. Numerosi anche i vini italiani (sia in bottiglia che al calice), non mancano i soju, seol jung me (vino coreano di prugna verde), makgulri (vino di riso fermentato), bekseju (vino di riso al ginseng), bok bunza (vino di lampone nero), icing makgulri (birra di riso al pompelmo) e l’hwa-yo premium soju, un analcolico realizzato con un processo impiegato da 700 anni. Esso viene tradizionalmente fermentato nella terracotta chiamata jangdok. Le materie impiegate sono riso di prima qualità e acqua termale recuperata a 150 mt di profondità. Vi sono infine anche il caffè coreano e i digestivi coreani a base di prugna verde, ginseng e dodici erbe o bamboo.


In conclusione, Hana si conferma come un buon ristorante dove consumare una cena elegante (rispetto allo standard degli altri ristoranti coreani in città) anche in coppia. Ho notato però che alcuni piatti sono un po' difficili da digerire ed il prezzo complessivo soprattutto della cena è superiore rispetto agli standard. Vale comunque almeno una visita.


© Cookingwiththehamster

The first time I ate Korean in Italy happened many years ago. My friend Lilletta brought me there and the restaurant in question was in Porta Venezia area. I remember perfectly how much I liked it and from that moment my passion for Korean food culture never ceased. That place is called Hana and today it is located a few steps from Duomo, at Via Giuseppe Mazzini 12.


Hana is one of the first Korean restaurants in Italy. Its history begins in 1993, when it first opened in Porta Venezia, in Via Lecco — where today is the Juga site. In 2010 the restaurant was transferred to today’s building and in 2015 it became the property of the head chef Kim Myunghun, a smiling and very kind landlord always at the service of customers. The goal here is to propose Korean cuisine (called Hansik) in an ecological key as an alternative of the future: its roots date back to 5000 years ago and the recipes concern a perfect harmony between the various tastes and colors (the same that characterize the famous bibimbap, here a strong dish, and a symbol of South Korea). These dishes, made from jang (foods made from soy, chilli and vegetables that are fermented with the help of the earth and the sun) are extremely balanced, rich in fiber, mineral salts and nutrients.


The menu is indeed very traditional. The dishes are all very neat and tasty, as well as the environment recalls South Korean minimalism but is also welcoming thanks to the warm tones of the lights. Opening the menu we proceed in order through the subdivision of the courses. Particularly spicy dishes are indicated. Appetizers include: mandu (steamed home ravioli with pork, beef, spinach, soy sprouts and noodles), haemul pajeon (spring onion omelette and seafood), kimchi jeon (kimchi and squid omelette), yuk hee (raw beef tartare with raw egg and homemade sauce made from soy sauce and sesame oil), tofu kimchi (boiled tofu and kimchi with pork). We then move on to rice cakes: Hana tokbokki (rice dumplings, ramen, seaweed omelette and boiled egg in a spicy sauce), gung-jong tokbokki (rice dumplings with seafood and mushrooms) and tok mandukuk (rice dumplings and dumplings in broth of beef and egg). Kimbab (based on rice with external seaweed, stuffed with cucumbers, carrots, fermented yellow turnip and salad): kimchi kimbab, ciam-ci kimbab (with tuna and mayonnaise) and ham cheese kimbabab (with wurstel and cheese). Then the parenthesis of the protagonist of the house, bibimbab (rice with sauteed vegetables — turnip, bean sprouts, courgettes, cucumbers, carrots, spinach, mushrooms — and egg, all accompanied by spicy sauce or soy) opens. Two variants are proposed. The first is not hot served on a porcelain plate: classic bibimbab, yukhee bibimbab (with Korean tartare), bulgoghi bibimbab (with beef), Salmon bibimbab (with smoked salmon) and bibimbab with raw fish. The second version is served on hot stone: dolsot bibimbab (classic served in traditional stone bowl), jeyuk dolosot bibimbab (with bacon), bulgoghi dolsot bibimbab (with beef) and ojing-o dolsot bibimbab (with squid in sauce spicy). Then there is also dud-bab, served with rice on hot stone: with pork, with tuna and with fish eggs.

Another great classic proposed is undoubtedly the kimbab: with kimchi, with tuna and mayonnaise and with wurstel and cheese. Then there are the various types of noodles: japche (noodles sautéed with spinach, bean sprouts, mushrooms, peppers and beef), hemul japche (noodles sautéed with spinach, bean sprouts, mushrooms, peppers and seafood) and japche in spicy version. Tokbokki, zampong (noodles in broth with seafood), zajang men (Korean noodles with black sauce of sauteed soy paste and onion), mul neng-men (thin cold noodles in frozen broth with cucumber and turnip, strips of roast beef and hard-boiled egg), bibim neng-men (thin cold noodles in a scrumptious sauce with cucumber and turnip, beef and hard-boiled egg) and he neng-men (thin cold spaghetti in a scrumptious sauce with cucumber and turnip, raw spicy fish and boiled egg).

The latter are subdivided into meat dishes (gociujang sam-ghiob-sal — pan-fried striped bacon; galbi gui — roast beef or marinated entrecote with soy sauce, black pepper, garlic and sesame oil; ciadol bulgoghi bokum — beef slices chosen with enoki mushrooms, onions and home-made sauce, bulgoghi bokum — strips of beef with mushrooms and onions with soy sauce, sesame oil and vegetables, sam-ghiob-sal — striped bacon, bossam — bacon strain excellent quality with soya paste), chicken (normal dak bokum and spicy version — bone-free chicken with rice dumplings) and fish (degu-gui — pan-fried cod fillet with soy sauce). The soups are numerous: ciamci kimchi zighe (spicy kimchi soup with tuna and tofu), kimi zighe (spicy kimchi soup with pork and tofu), dukbeghi bulgoghi (soup of beef strips with soy noodles, mushrooms and tofu ), denjang zighe (soup of soybean paste, tofu, pork), ciadol denjang zighe (soup of soybean paste, tofu and bovine breast), bude zighe (spicy soup with frankfurters, limes, tofu and ramen), suntofu zighe (scrumptious seafood tofu soup with chili oil) and tok mandu kuk (rice dumplings and ravioli in beef and egg broth). The desserts essentially include the most well-known of the desserts, so to speak, Korean: the bingsu. This is the famous summer dessert consisting of crushed ice and condensed milk served with various tasty toppings. Here are proposed: pat-bingsu (with azuki and cream ice cream), dalghi-bingsu (strawberry with cream ice cream), Oreo-bingsu (all’Oroo with chocolate ice cream). The menu also includes: hotteok ice cream (sweet omelette with green tea with ice cream of the day and fresh fruit), tiramisu al su jung-gua (to the Korean drink based on cinnamon and ginger), panna cotta with green tea with azuki and cereals organic, ice cream of the day (to be chosen among green tea, ginger, black sesame or cedar), organic lemon sorbet with cream, drowned in coffee with ice cream of the day to choice and fruit salad with yuja (Korean cedar).


On closer inspection there is something for everyone! But it’s not over. The drinks menu is another area to be explored absolutely. We remain astonished at the large quantity of Korean tea offered, served both cold and hot: ginger and honey, Korean cedar and honey, green plum and honey, date and honey, Korean ginseng, cereal and walnut ginseng, brown rice, green tea Korean, mint and green tea, cinnamon and honey, blueberry, toasted cereals and milk. There are also many Italian wines (both bottled and by the glass), soju, seol jung me (Korean green plum wine), makgulri (fermented rice wine), bekseju (ginseng rice wine), bok bunza ( black raspberry wine), icing makgulri (grapefruit rice beer) and hwa-yo premium soju, a non-alcoholic made by a process that has been in use for 700 years. It is traditionally fermented in the earthenware called jangdok. The materials used are top quality rice and thermal water recovered at 150 meters deep. Finally, there are also Korean coffee and Korean digestives based on green plum, ginseng and twelve herbs or bamboo.


In conclusion, Hana is confirmed as a good restaurant where you can have an elegant dinner (compared to the standard of the other Korean restaurants in the city) even as a couple. I noticed, however, that some dishes are a bit difficult to digest and the overall price, especially for dinner, is higher than the standard. However, it is worth at least one visit.


🌎 https://www.coreanoconsegna.com/ 📍 Via Giuseppe Mazzini 12, Milan 📞 +39 02 3651 3597 💰 $$$


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